In due righe
- Il credito d'imposta sui beni strumentali riduce le imposte di chi investe in macchinari e software nuovi, ma non è un rimborso: si usa in compensazione F24 in tre quote annuali.
- Per i beni 4.0 la fruizione parte solo dall'anno dell'interconnessione al sistema di produzione.
- La perizia serve solo per i beni degli Allegati A e B; sotto i 300.000 euro basta la dichiarazione del legale rappresentante.
- Dal 2024 l'accesso passa dalla comunicazione preventiva al MIMIT tramite la piattaforma del GSE.
Il credito d'imposta sui beni strumentali è un'agevolazione fiscale che riduce le imposte di chi investe in macchinari e software nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica dell'azienda. Non è un rimborso in contanti: si usa in compensazione nel modello F24, in tre quote annuali uguali. Per i beni 4.0 il meccanismo poggia su tre passaggi: il bene va interconnesso al sistema di produzione, serve una perizia tecnica (o una dichiarazione sotto i 300.000 euro) e va inviata una comunicazione al MIMIT tramite il GSE.
Che cos'è il credito d'imposta sui beni strumentali, e chi può usarlo
Il credito d'imposta è un ammontare che si sottrae dalle imposte dovute o si compensa con altri debiti tributari, non un rimborso in contanti. Sui beni strumentali premia chi investe in macchinari e software nuovi funzionali all'attività dell'azienda.
Un bene strumentale è un bene durevole impiegato nell'attività produttiva e non destinato alla vendita. Rientrano macchinari, impianti, attrezzature, software e altri beni utilizzati per produrre.
Possono accedere tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente da forma giuridica, settore, dimensione e regime contabile, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Per gli altri beni materiali funzionali all'attività possono accedere anche professionisti e contribuenti forfetari.
Restano escluse le imprese in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali. Vale inoltre la condizione di essere in regola con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Quali beni rientrano: i quattro gruppi e perché cambia tutto
La distinzione più importante è tra beni tecnologicamente avanzati, detti anche 4.0, e altri beni strumentali. I beni 4.0 sono elencati nell'Allegato A (materiali) e nell'Allegato B (immateriali) della legge 232/2016, la prima legge di bilancio che ha introdotto il piano Transizione 4.0.
Gli altri beni materiali sono i macchinari e le attrezzature che non rientrano nell'Allegato A. Gli altri beni immateriali sono software e sistemi che non rientrano nell'Allegato B. La differenza decide tre cose: se serve l'interconnessione, se serve un documento tecnico e da quale anno parte la fruizione.
Sono esclusi dal credito i veicoli e gli altri beni a deducibilità limitata, i fabbricati e i beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%.
| Tipologia di bene |
Interconnessione richiesta |
Documento tecnico |
Fruizione a partire da |
| Beni 4.0 materiali (Allegato A, legge 232/2016) |
Sì |
Perizia, o dichiarazione sotto i 300.000 € |
Anno di interconnessione |
| Beni 4.0 immateriali (Allegato B, legge 232/2016) |
Sì |
Perizia, o dichiarazione sotto i 300.000 € |
Anno di interconnessione |
| Altri beni materiali (non in Allegato A) |
No |
Non richiesta |
Anno di entrata in funzione |
| Altri beni immateriali (non in Allegato B) |
No |
Non richiesta |
Anno di entrata in funzione |
Il meccanismo in tre passaggi: interconnessione, perizia, compensazione
Tre requisiti fanno perdere il credito più di ogni altro: l'interconnessione del bene, il documento tecnico e la compensazione corretta. La loro sequenza non è casuale, e va rispettata nell'ordine.
- Verifica in quale dei quattro gruppi cade il bene che intendi acquistare.
- Ordina il bene e versa l'acconto minimo richiesto dalla norma.
- Presenta la comunicazione preventiva al MIMIT tramite la piattaforma del GSE.
- Alla consegna, fai interconnettere il bene al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura, se è un bene 4.0.
- Documenta i requisiti tecnici con la dichiarazione o la perizia, a seconda del valore.
- Invia la comunicazione di completamento al GSE e poi utilizza il credito in compensazione F24, in tre quote annuali.
L'interconnessione: cosa significa che il bene 'parla' con l'azienda
L'interconnessione è il collegamento del bene al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura. In pratica, il macchinario scambia dati con i software che governano la produzione, oppure con i sistemi dei fornitori o dei clienti.
Per i beni degli Allegati A e B l'interconnessione non è un dettaglio: è il requisito che fa partire la fruizione. Senza questo collegamento il credito non si può utilizzare, anche se il bene è stato consegnato e pagato.
Per gli altri beni materiali e immateriali non serve l'interconnessione: la fruizione parte dall'anno di entrata in funzione del bene.
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La perizia tecnica: cosa deve dimostrare, e quando non serve
La perizia tecnica asseverata è una relazione firmata da un tecnico abilitato che attesta che il bene possiede i requisiti tecnici previsti ed è interconnesso. Serve solo per i beni degli Allegati A e B.
Il tecnico deve essere un ingegnere o un perito industriale iscritto all'albo, oppure un ente di certificazione accreditato che rilascia un attestato di conformità. La perizia deve dimostrare i requisiti con evidenze concrete, non ripetere la formula di legge.
Se il costo unitario del bene non supera i 300.000 euro, al posto della perizia basta una dichiarazione del legale rappresentante. Per i beni non in Allegato A o B non serve alcun documento tecnico.
La compensazione in F24: tre quote, anno di riferimento, codici tributo
La compensazione F24 è l'utilizzo del credito per azzerare altri debiti tributari tramite il modello F24. Il credito d'imposta non si riceve in contanti e non si può cedere nei primi anni: si usa solo in compensazione.
Il credito va utilizzato in tre quote annuali di pari importo. Per i beni degli Allegati A e B la prima quota si usa a partire dall'anno di interconnessione. Per gli altri beni si parte dall'anno di entrata in funzione.
L'Agenzia delle Entrate indica i codici tributo 6935, 6936 e 6937 da usare nel modello F24. Come anno di riferimento va indicato l'anno di completamento comunicato al MIMIT/GSE, anche quando si usano le quote negli anni successivi. Un anno sbagliato fa scartare l'F24.
La comunicazione preventiva al MIMIT tramite il GSE
Dal 30 marzo 2024, con il decreto-legge 39/2024, l'accesso al credito per i beni 4.0 è subordinato a una comunicazione preventiva telematica sulla piattaforma del GSE. Serve a prenotare le risorse: chi presenta prima ha priorità.
Il flusso è in tre momenti: comunicazione preventiva, poi conferma dell'acconto versato, infine comunicazione di completamento dell'investimento. I termini per ciascun passaggio cambiano e vanno verificati sulla pagina ufficiale del MIMIT, non su tabelle di terzi.
Un esempio lavorato: un'officina che compra un centro di lavoro CNC
Facciamo un conto su un'officina tipo, con otto dipendenti, che compra un centro di lavoro CNC da 180.000 euro. È un bene dell'Allegato A e viene collegato al gestionale di produzione. Sotto i 300.000 euro, quindi niente perizia: basta la dichiarazione del legale rappresentante.
La sequenza è questa. L'officina ordina il centro di lavoro e versa l'acconto minimo previsto. Poi presenta la comunicazione preventiva al GSE. Alla consegna, fa interconnettere il bene al gestionale. Chiude con la comunicazione di completamento e inizia a usare il credito in compensazione.
Sul calcolo: l'aliquota dipende dall'anno e dalla tipologia, e va verificata sul MIMIT. Se per il tuo anno l'aliquota fosse il 20%, su 180.000 euro il credito sarebbe 36.000 euro, da usare in tre quote da 12.000 euro l'anno. Non è un dato fisso: è un esempio con un'ipotesi trasparente.
Quando il bene è interconnesso e produce dati, il passo successivo è usarli per ridurre lavoro manuale. Per capire da dove partire, si può vedere come si automatizza un processo con un agente AI.
Gli errori che fanno perdere il credito
- Non usare il credito prima dell'interconnessione: per i beni 4.0 la fruizione parte dall'anno in cui il bene è collegato al sistema di produzione.
- Non indicare un anno di riferimento sbagliato nell'F24: va messo l'anno di completamento comunicato al GSE, anche per le quote successive.
- Non trattare il credito come un rimborso: si usa solo in compensazione, quindi se non hai imposte sufficienti la quota resta disponibile per gli anni successivi.
- Non pensare che basti la consegna: per i beni in Allegato A e B serve l'interconnessione documentata.
- Non dimenticare la comunicazione al GSE: senza comunicazione preventiva e di completamento il credito non è prenotato.
- Non presentare una perizia che ripete la legge senza prove: il tecnico deve attestare i requisiti con evidenze, altrimenti il documento non vale.
Domani mattina puoi fare una cosa sola: aprire la pagina del MIMIT e verificare in quale dei quattro gruppi cade il bene che stai per ordinare. Da lì capisci se servono interconnessione, documento tecnico e comunicazione al GSE, e organizzi l'ordine senza rischiare il credito.
Domande frequenti
Il credito d’imposta è un rimborso in contanti?
No. È un credito che si usa in compensazione nel modello F24: riduce le imposte che devi versare, non arriva come bonifico. Se in un anno non hai imposte sufficienti per utilizzare tutta la quota, puoi fruirne in un anno successivo.
Posso usare il credito appena ricevo il bene?
Per i beni 4.0 no: la fruizione parte dall’anno dell’interconnessione al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni non in Allegato A o B parte invece dall’anno di entrata in funzione del bene.
Serve la perizia per tutti i beni?
No. La perizia tecnica asseverata serve solo per i beni tecnologicamente avanzati degli Allegati A e B. Per beni di costo non superiore a 300.000 euro basta la dichiarazione del legale rappresentante; per gli altri beni strumentali non serve alcun documento tecnico.
Quale anno indico nel modello F24?
Va indicato l’anno di completamento dell’investimento riportato nella comunicazione al MIMIT/GSE, anche quando usi le quote negli anni successivi. Un anno di riferimento sbagliato fa scartare l’F24.
Devo comunicare l’investimento prima di comprare il bene?
Sì, dal 2024. Per i beni 4.0 serve una comunicazione preventiva al MIMIT tramite la piattaforma del GSE, che determina l’ordine di prenotazione delle risorse. Poi si conferma l’acconto e, a fine investimento, si invia la comunicazione di completamento.
Chi può accedere al credito?
Tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente da forma giuridica, settore, dimensione e regime contabile, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Per gli altri beni materiali anche professionisti e forfetari. Sono escluse le imprese in liquidazione o in procedura concorsuale.