In due righe
- Collegare WhatsApp al CRM serve a una cosa sola: far vedere a tutta l’azienda la conversazione con quel cliente, senza dover chiedere il telefono a un collega.
- La scelta vera è fra l’app WhatsApp Business, che sta su un telefono, e le API ufficiali, che stanno su un gestionale e reggono più operatori.
- Il numero aziendale va intestato all’azienda: quando è quello personale di un venditore, i clienti se ne vanno con lui.
In molte PMI la storia di un cliente è divisa in tre posti: le email nella casella di chi le ha ricevute, gli accordi nella memoria di chi ha parlato, e i messaggi WhatsApp nel telefono di una persona sola. Quando quella persona è in ferie o cambia lavoro, la parte più aggiornata della relazione esce dall’azienda con lei.
Collegare WhatsApp al CRM chiude questo buco. Sotto trovi cosa cambia concretamente, le due strade tecniche possibili e come si passa da una all’altra senza perdere lo storico.
Cosa cambia quando i messaggi entrano nel CRM
Il collegamento porta la conversazione WhatsApp dentro la scheda del cliente, insieme a preventivi, chiamate ed email. Da lì derivano quattro cose pratiche.
Chiunque risponde sa cosa è stato detto. Il collega che prende la chat mentre tu sei da un cliente legge gli ultimi scambi e continua il discorso, invece di far ripetere tutto.
Il messaggio parte dai dati che hai già. Nome, data dell’appuntamento, numero del preventivo entrano nel testo in automatico. È la condizione perché le automazioni funzionino: senza dati collegati, ogni messaggio va scritto a mano.
Le conversazioni diventano numeri. Quanti contatti arrivano da WhatsApp, quanti diventano preventivi, quanti si chiudono. Finché le chat stanno su un telefono, questo non lo sai.
Lo storico resta all’azienda. Se un commerciale cambia lavoro, le conversazioni restano dove sono e il cliente non si accorge del passaggio.
Le due strade: app o API
Esistono due modi di usare WhatsApp per lavoro e hanno limiti diversi. Vale la pena sceglierli con cognizione, perché passare dall’uno all’altro dopo costa più tempo che partire giusto.
|
App WhatsApp Business |
API ufficiali |
| Dove sta il numero |
Su un telefono |
Su un server, collegato al gestionale |
| Quante persone rispondono |
Una alla volta, più il collegamento a pochi dispositivi |
Tutte quelle che abiliti, dallo stesso numero |
| Messaggi automatici |
Risposte rapide e messaggio di assenza |
Flussi collegati agli eventi del CRM |
| Storico nel CRM |
No, resta nell’app |
Sì, dentro la scheda del cliente |
| Costo |
Gratis |
A conversazione, secondo il listino del fornitore |
| Quando basta |
Fino a poche decine di messaggi al giorno gestiti da una persona |
Quando rispondono in più persone o i messaggi partono da automazioni |
La soglia non è il fatturato, è il numero di persone che devono poter rispondere. Nel momento in cui due colleghi si passano un telefono per scrivere ai clienti, l’app ha finito il suo lavoro.
Cosa serve prima di collegare
Il collegamento tecnico richiede quattro elementi. Conviene procurarseli prima di iniziare, perché la verifica di Meta si blocca quando manca uno di questi.
- Un numero dedicato che non sia già attivo su un account WhatsApp personale. Se lo è, va prima liberato o sostituito.
- Un account business verificato presso Meta, con i dati dell’azienda che corrispondono a quelli reali: denominazione, sito, indirizzo.
- Il nome visualizzato, cioè come appare la tua azienda nella chat. Deve avere a che fare con il marchio, altrimenti viene respinto.
- I modelli di messaggio per le comunicazioni che apri tu, che vanno approvati prima dell’uso: conferma, promemoria, aggiornamento sull’ordine.
I modelli sono la parte che sorprende chi arriva dall’app: per scrivere per primo a un cliente serve un testo approvato in anticipo, con i campi variabili al posto giusto. Le risposte dentro una conversazione già aperta dal cliente restano invece libere.
Lo strumento
Delera CRM porta le conversazioni WhatsApp nella scheda del cliente, accanto a preventivi e appuntamenti, con più operatori sullo stesso numero.
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Come si passa senza perdere lo storico
Quando un numero passa dall’app alle API, le conversazioni precedenti non si trasferiscono: restano nell’app e nel backup del telefono. Questo è il motivo per cui conviene pianificare il passaggio invece di improvvisarlo.
- Esporta le chat che contano. Dall’app si esporta conversazione per conversazione. Fallo per i clienti attivi e per le trattative aperte, non per tutti.
- Porta a mano i dati utili. Quello che serve davvero nel CRM non è la chat intera, sono le informazioni: chi è, cosa ha chiesto, a che punto siamo. Trenta trattative aperte si trasferiscono in un pomeriggio.
- Fai il passaggio a cavallo di un fine settimana, quando il flusso è più basso, e tieni il telefono a portata per le prime ore.
- Avvisa i clienti attivi con un messaggio dal vecchio canale: stesso numero, stessa azienda, da lunedì rispondiamo in più persone.
Il numero è dell’azienda, non della persona
Questa è la decisione che ha le conseguenze più lunghe. Un venditore che usa il proprio numero personale costruisce una relazione che appartiene a lui: quando cambia lavoro, i clienti continuano a scrivergli sullo stesso numero, e tu non hai modo di intercettare la conversazione.
Con un numero aziendale la relazione resta all’azienda, e il commerciale ha comunque il vantaggio di scrivere a suo nome dentro la chat. Il cliente vede una persona; l’azienda vede una conversazione che non se ne va.
Il momento giusto per farlo è adesso, non quando il commerciale annuncia che se ne va: a quel punto i clienti hanno già il suo numero in rubrica.
Da dove si parte in pratica
- Conta quante persone in azienda scrivono ai clienti su WhatsApp oggi, e da quali numeri.
- Se è una sola persona e i messaggi sono pochi, resta sull’app Business e sistema prima nome, orari e messaggio di assenza.
- Se sono due o più, apri un numero aziendale nuovo e avvia la verifica business presso Meta.
- Prepara i primi due modelli, conferma e promemoria, che sono quelli che passano l’approvazione più facilmente.
- Collega il numero al CRM e tieni l’app attiva in parallelo due settimane, finché le trattative aperte sono migrate.
Domande frequenti
Posso usare lo stesso numero sull’app e sulle API?
No, un numero sta su un solo sistema per volta. Per portarlo sulle API va prima disconnesso dall’app, e da quel momento le chat non sono più visibili lì. Per questo si esportano prima le conversazioni delle trattative aperte.
Quanto dura la verifica di Meta?
Dipende dalla completezza dei dati: con denominazione, sito e recapiti che corrispondono ai registri pubblici si chiude in pochi giorni, mentre le richieste con dati incoerenti restano in sospeso e vanno rifatte. Conviene controllare che il sito riporti gli stessi dati societari della visura prima di inviare.
I clienti si accorgono del passaggio alle API?
Vedono il nome dell’azienda e, con la verifica completata, la spunta accanto al nome. La chat funziona allo stesso modo: scrivono e ricevono risposta, senza sapere quante persone stanno dall’altra parte.
Serve il consenso per scrivere su WhatsApp?
Sì, e va raccolto in modo specifico per quel canale, registrando quando e dove è stato dato. Un numero lasciato per un preventivo copre le comunicazioni su quel preventivo, non l’invio di offerte commerciali.
Cosa succede se un collega risponde mentre sto rispondendo io?
I sistemi collegati al CRM assegnano la conversazione a un operatore e segnalano agli altri che è presa. È una delle ragioni per cui, quando in due usano lo stesso telefono, conviene passare alle API: elimina la doppia risposta e il silenzio quando entrambi pensano che risponda l’altro.