In due righe
- Scegli il canale in base al profilo: un operaio non si trova su LinkedIn, un commerciale non al centro per l'impiego.
- Esaurisci prima i canali pubblici gratuiti: centri per l'impiego, portali regionali, ITS Academy, istituti tecnici.
- Pubblica sui portali a pagamento solo se i canali gratuiti non producono candidati validi.
- Per i tecnici, contatta gli ITS Academy prima che i diplomati escano nel mondo del lavoro.
Non esiste un canale unico: dove pubblicare un annuncio di lavoro dipende dal profilo che cerchi. Per operai e addetti alla produzione funzionano i centri per l'impiego e le bacheche locali; per profili amministrativi i portali regionali e le scuole professionali; per i tecnici gli ITS Academy e gli istituti tecnici; per i commerciali LinkedIn e le agenzie specializzate. Prima di spendere su portali a pagamento, esaurisci i canali pubblici e gratuiti: sono quelli che le PMI trascurano di più e che, per molti ruoli, portano candidati migliori.
Prima dei canali: scegli in base al profilo, non al portale
Scegliere il canale giusto per un annuncio di lavoro non è una questione di portale migliore in assoluto. È una questione di chi cerchi. Un operaio che cerca lavoro non apre LinkedIn la sera. Un commerciale con esperienza non passa dal centro per l'impiego. Se sbagli canale, perdi tempo e non arrivi alle persone giuste.
La regola pratica è: abbina il canale a dove quel profilo cerca lavoro davvero. Per le figure operative, i canali sono i centri per l'impiego, le bacheche locali e il passaparola. Per figure amministrative, i portali regionali e le scuole professionali. Per i tecnici, gli ITS Academy e gli istituti tecnici. Per i commerciali, LinkedIn e le agenzie specializzate.
Prima di pubblicare qualsiasi annuncio, definisci il profilo esatto: mansione, competenze, livello di esperienza. Una volta definito, scegli il canale con la mappa qui sotto. Per valutare i candidati che risponderanno, valutare il capitale umano offre uno strumento dedicato.
Dove pubblicare un annuncio di lavoro gratis: la mappa per profilo
La tabella che segue mette in ordine i canali principali per ogni famiglia di ruoli. Leggila così: la colonna centrale indica il canale da usare per primo, quella di supporto il canale da attivare subito dopo. Le figure tipiche aiutano a capire se il tuo profilo rientra nella categoria.
| Famiglia di ruoli |
Canale principale |
Canale di supporto |
Figure tipiche |
| Produzione |
Centri per l'impiego e bacheche locali |
Agenzie per il lavoro e passaparola |
Operai, addetti macchina, magazzinieri, manutentori |
| Amministrazione |
Portali regionali e centri per l'impiego |
Scuole professionali e istituti tecnici |
Impiegati, contabilità, segreteria, back office |
| Tecnici |
ITS Academy e istituti tecnici |
Portali di settore e CPI |
Periti, programmatori, tecnici manutentori specializzati |
| Commerciali |
LinkedIn e agenzie specializzate |
Google for Jobs e pagina aziendale |
Agenti, venditori, addetti alle vendite |
I canali pubblici sono tutti gratuiti e sono spesso quelli che le PMI trascurano di più. Un portale a pagamento può essere utile, ma solo dopo aver esaurito i canali gratuiti: per molti profili, i candidati migliori sono già in una banca dati pubblica o in una scuola vicino a te.
Centri per l'impiego: il canale gratuito che quasi nessuno usa
I centri per l'impiego (CPI) sono strutture pubbliche, coordinate dalle Regioni, che favoriscono l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e gestiscono le politiche attive per chi cerca occupazione. In pratica, tengono una banca dati di persone disoccupate che hanno presentato la DID. La DID è la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro, la condizione che rende un disoccupato attivo e contattabile nei centri per l'impiego.
Per molti titolari di PMI, il CPI è un canale dimenticato. Eppure è gratuito, ha un bacino di candidati locali e molti di loro sono già disponibili a lavorare subito. Per operai, magazzinieri, addetti alla produzione e profili amministrativi di base, è spesso il canale più efficiente come rapporto tra tempo speso e candidati ricevuti.
Come consegnare un annuncio al CPI, in pratica:
- Vai al centro per l'impiego della provincia dove cerchi personale.
- Porta una descrizione chiara della mansione, del tipo di contratto e del luogo di lavoro.
- Chiedi di pubblicare l'annuncio nella banca dati e di segnalare i candidati con DID attiva.
- Se il centro lo consente, consulta direttamente i curriculum disponibili.
Il servizio è disciplinato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che lo descrive come sportello unico per la ricerca di occupazione. La DID si può fare presso il CPI oppure online sui portali regionali. Questo significa che il bacino di candidati è lo stesso che trovi sui portali regionali.
I portali regionali del lavoro
Ogni Regione ha il suo portale per il lavoro. L'Emilia-Romagna ha Lavoro per Te, il Piemonte ha Piemonte Lavoro, a livello nazionale c'è Cliclavoro. Su questi portali puoi pubblicare un annuncio in autonomia e consultare i curriculum dei candidati. Spesso l'annuncio caricato confluisce nella stessa banca dati usata dai centri per l'impiego.
Per i profili locali, un portale regionale batte un portale nazionale generico. Il motivo è semplice: chi cerca lavoro vicino a casa usa il portale della sua Regione. Un candidato di Bologna non cerca un'azienda di Cuneo su un portale nazionale. Se la tua azienda è legata al territorio, il canale regionale è più mirato.
Non sprecare tempo a cercare numeri di candidature su questi portali: non servono. Quello che conta è che sono gratuiti e che ti mettono in contatto con persone che cercano lavoro nella tua zona. Pubblica l'annuncio, poi valuta i curriculum che arrivano.
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Istituti tecnici e ITS Academy: prendi i tecnici prima che escano
Gli ITS Academy sono Istituti Tecnologici Superiori, percorsi post diploma biennali che formano tecnici superiori con docenti che vengono dal mondo del lavoro e stage obbligatorio in azienda. La legge 15 luglio 2022 n. 99 prevede che almeno il 60% del monte ore sia tenuto da docenti dal mondo del lavoro e che lo stage obbligatorio copra almeno il 35% del percorso. La stessa legge consente agli ITS Academy di fare intermediazione di manodopera tra studenti e imprese.
Significa che puoi contattare l'ITS della tua provincia, chiedere di segnalare il tuo annuncio ai diplomandi e valutare candidati già formati. Per un tecnico manutentore specializzato o un programmatore, questo canale batte qualsiasi portale a pagamento.
Gli istituti tecnici e professionali sono un altro canale per figure junior o apprendisti. Il PCTO, cioè i Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento, è l'ex alternanza scuola-lavoro. Come indicato da Cliclavoro/ANPAL, porta gli studenti delle superiori in azienda per stage curriculari: 150 ore negli istituti tecnici, 210 nei professionali, 90 nei licei. Per un'azienda, ospitare uno studente in PCTO è il modo per conoscerlo prima di assumerlo. Il Registro nazionale per l'alternanza, gestito dalle Camere di Commercio, raccoglie le imprese disponibili a ospitare studenti.
Per contattare la scuola giusta: cerca gli istituti tecnici e professionali della provincia, chiedi dell'ufficio PCTO o del referente per i rapporti con le imprese, e proponi una collaborazione. Non serve un accordo complicato: spesso basta un contatto diretto.
Come si fa in pratica: l'esempio di un operaio manutentore
Facciamo un conto su un'azienda tipo. Una metalmeccanica con 20 dipendenti cerca un operaio manutentore. Il titolare può seguire questo ordine di canali, tutti gratuiti:
- Pubblica l'annuncio al centro per l'impiego della zona.
- Mette l'annuncio sulla bacheca locale, se esiste una bacheca fisica o online della zona.
- Contatta l'ITS Academy di meccatronica più vicino e chiede di segnalare il profilo ai diplomandi.
I numeri che seguono sono ipotesi dichiarate, non rilevazioni. In un caso come questo, in tre settimane possono arrivare 8 candidature, di cui 2 con un profilo davvero valido. Costo: zero euro. Il punto non è il numero esatto: è che nessuno di questi canali costa qualcosa e che tutti parlano con persone che cercano lavoro in quella zona.
Se il profilo cercato fosse un'impiegata amministrativa per un'azienda di servizi con 9 persone, l'ordine cambierebbe: prima il portale regionale, poi il centro per l'impiego, infine la scuola professionale commerciale della provincia. Anche qui, ipotesi: tra 6 e 10 curriculum in un mese, senza spendere nulla.
La sequenza giusta in quattro mosse (e cosa non fare)
Il metodo per non sbagliare canale si riduce a quattro passi:
- Definisci il profilo. Mansione, competenze, livello di esperienza, tipo di contratto. Più è chiaro il profilo, più è facile scegliere il canale.
- Abbina il canale con la mappa. Usa la tabella qui sopra: ogni famiglia di ruoli ha un canale principale e uno di supporto.
- Pubblica prima sui canali pubblici e gratuiti. Centri per l'impiego, portali regionali, ITS Academy, istituti tecnici. Non costano nulla e coprono la maggior parte dei profili.
- Valuta i risultati dopo due o tre settimane. Conta le candidature ricevute, la loro qualità, e solo se non bastano passa ai portali a pagamento.
E adesso le cose da non fare. Non sparare l'annuncio su ogni portale a pagamento come prima mossa: spendi prima di sapere se i canali gratuiti bastano, e ricevi spesso candidati meno mirati. Non saltare il centro per l'impiego per i profili operativi: è il canale con il miglior rapporto tra tempo e candidati per operai, magazzinieri e addetti alla produzione. Non usare un solo canale per profili diversi: un annuncio per un operaio e uno per un commerciale non vanno pubblicati nello stesso posto, perché i candidati non sono nello stesso posto.
Domani mattina, scegli il profilo che cerchi e abbina il canale giusto con la mappa. Poi fai la prima mossa: pubblica l'annuncio sul centro per l'impiego o sul portale regionale. Costa zero e ti mette in contatto con candidati già disponibili.
Domande frequenti
Dove posso pubblicare un annuncio di lavoro gratis?
Sui canali pubblici: i centri per l’impiego della tua provincia, i portali regionali del lavoro come Lavoro per Te in Emilia-Romagna, e il portale nazionale Cliclavoro. Sono tutti gratuiti. Puoi pubblicare gratis anche su Google for Jobs facendo indicizzare l’annuncio dal tuo sito, e sulle pagine social dell’azienda senza sponsorizzare.
Il centro per l’impiego funziona davvero per trovare personale?
Sì, soprattutto per operai, addetti alla produzione, magazzinieri e profili amministrativi di base. I CPI tengono una banca dati di persone disoccupate con DID attiva, quindi già disponibili a lavorare. Il limite è sui profili molto specializzati, dove conviene aggiungere gli ITS Academy o, per i ruoli commerciali, LinkedIn.
Che differenza c’è tra centro per l’impiego e portale regionale?
Il centro per l’impiego è lo sportello fisico della tua zona: consegni l’annuncio e puoi chiedere supporto nella selezione. Il portale regionale è la sua versione online, dove pubblichi l’annuncio in autonomia e consulti i curriculum. Spesso l’annuncio caricato sul portale confluisce nella stessa banca dati usata dai CPI.
Dove pubblicare un annuncio per un tecnico specializzato?
Gli ITS Academy sono il canale più efficace: formano tecnici superiori con almeno il 35% di stage in azienda e possono fare intermediazione tra studenti e imprese. Poi gli istituti tecnici della provincia, con i percorsi PCTO, e i portali di settore. Il centro per l’impiego da solo non basta per questi profili.
Quanto costa pubblicare un annuncio di lavoro?
Zero, se parti dai canali pubblici: centri per l’impiego, portali regionali, scuole e ITS Academy sono tutti gratuiti. Anche Google for Jobs e le pagine social dell’azienda non hanno costi. I portali a pagamento servono solo quando i canali gratuiti non producono candidati, e comunque per profili specifici.