In due righe
- Trenta minuti in quattro blocchi: 5 numeri, 10 blocchi, 10 decisioni, 5 impegni.
- La riunione serve a decidere, non a informare.
- Ogni impegno nasce con nome e data.
- Se non c'è nulla da decidere, si salta.
La riunione settimanale di direzione si fa in trenta minuti con una struttura fissa in quattro blocchi: numeri (5 minuti), blocchi (10), decisioni (10), impegni (5). Serve a chiudere decisioni, non a informare: gli aggiornamenti di stato viaggiano in un documento letto prima dell'incontro. In sala siedono solo chi decide e chi esegue, l'ordine del giorno arriva il giorno prima e il verbale registra solo decisioni, responsabili e scadenze. Se non c'è nulla da decidere, la riunione si salta.
La riunione di direzione è l'incontro periodico, di norma settimanale, in cui il titolare e i responsabili chiudono decisioni operative e assegnano impegni partendo dai numeri dell'azienda. Il suo scopo non è informare: chi deve sapere come è andata la settimana legge un documento prima, e in riunione si parla solo di ciò che è fermo.
Su 5.000 knowledge worker intervistati da Atlassian, il 75% giudica le riunioni inefficaci per prendere decisioni, il 54% esce senza sapere quali siano i prossimi passi o chi li possieda, il 62% partecipa a riunioni senza obiettivo nell'invito e l'80% dice che potrebbero durare la metà. Non è un problema di argomenti: è un problema di metodo.
La struttura fissa in 30 minuti: numeri, blocchi, decisioni, impegni
L'ordine del giorno è l'elenco scritto degli argomenti e dei minuti assegnati a ciascuno, condiviso prima dell'incontro. La struttura sotto va copiata nell'invito, con i minuti accanto a ogni blocco.
| Blocco |
Minuti |
Cosa si fa |
Esito atteso |
| Numeri |
5 |
Cassa, ordini acquisiti, fatturato, KPI chiave |
Tutti partono dagli stessi dati |
| Blocchi |
10 |
Ogni responsabile segnala solo ciò che è fermo e richiede una decisione |
Lista dei temi da decidere |
| Decisioni |
10 |
Si discutono solo i temi bloccati: opzioni, decisore, termine |
Decisione presa e registrata |
| Impegni |
5 |
Chi fa cosa entro quando, scritto nel verbale |
Impegni con nome e data |
Blocco numeri: 5 minuti sui dati che contano
I KPI, indicatori chiave di performance, sono i numeri che misurano se un'area sta andando nella direzione giusta. Nel blocco numeri metti cassa, ordini acquisiti, fatturato della settimana e uno o due KPI sempre uguali.
Pochi e costanti: se i numeri cambiano ogni settimana, nessuno ricorda a cosa paragonarli e si perde tempo a cercare i dati. Le variazioni si vedono subito solo quando la base resta la stessa.
Blocco blocchi: 10 minuti per dire solo cosa è fermo
Ogni responsabile segnala solo ciò che è bloccato e richiede una decisione, non racconta cosa ha fatto. Gli aggiornamenti sono già nel documento letto prima. Così in dieci minuti nasce la lista dei temi da decidere, senza che la riunione diventi una rassegna di stati di avanzamento.
Blocco decisioni: 10 minuti con un decisore nominato
Il decisore è la persona che ha l'autorità per chiudere una decisione, nominata prima della discussione. Si discutono solo i temi bloccati. Per ognuno servono tre cose: opzioni in campo, un decisore unico e un termine entro cui decidere. Se non c'è un decisore chiaro, la decisione non si prende e il tema torna nell'ordine del giorno della settimana dopo.
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Blocco impegni: nome e data per ogni azione
Il verbale è il documento che registra solo decisioni, responsabili e scadenze, non la discussione. In fondo alla riunione si scrivono gli impegni: chi fa cosa, entro quando. Un impegno senza nome e data non è un impegno, è un augurio.
Le 5 regole che tengono la riunione dentro i 30 minuti
Il facilitatore è chi tiene il cronometro e il filo, senza decidere al posto del decisore. Le cinque regole sono queste:
- L'ordine del giorno arriva il giorno prima, con i blocchi e i minuti.
- In sala siedono solo chi decide e chi esegue.
- Un facilitatore tiene il cronometro e ferma le digressioni.
- I temi fuori agenda finiscono nel parcheggio, non in discussione.
- Se non c'è nulla da decidere, la riunione si annulla.
Cosa non fare: gli errori che allungano la riunione
- Non convocare una riunione per informare: se non c'è una decisione da prendere, basta un documento.
- Non invitare persone che non decidono e non eseguono: ogni partecipante in più aggiunge digressioni, non decisioni.
- Non discutere un tema senza decisore nominato: se nessuno può chiudere, il tema slitta e la riunione si allunga.
- Non chiudere senza impegni scritti: una decisione senza responsabile e scadenza resta sulla lavagna.
Harvard Business Review riporta che i dirigenti passano quasi 23 ore a settimana in riunioni. Non è una medaglia: è il costo di riunioni che non chiudono.
Esempio lavorato: la riunione del lunedì in un'officina da 1,2 milioni
Facciamo un conto su un'officina tipo con nove dipendenti e un fatturato di un milione e duecentomila euro. Oggi la riunione del lunedì dura novanta minuti e si trascina su aggiornamenti che tutti già conoscono. Con la struttura in quattro blocchi passa a trenta minuti. Nel blocco numeri si guardano cassa, ordini acquisiti e fatturato della settimana. Nel blocco decisioni si chiude una sola decisione a settimana, per esempio approvare lo straordinario per il nuovo committente.
Per misurare il costo delle riunioni attuali si moltiplica il numero di partecipanti per la durata e per il costo orario medio. In uno studio tecnico con sei persone, novanta minuti a testa fanno nove ore a settimana. Con un costo orario medio di venticinque euro, sono circa 2.250 euro al mese in una riunione che non chiude nulla. Quei soldi non escono dalla cassa in una fattura: escono in ore che potevano produrre.
Quando saltare la riunione (e cosa fare al suo posto)
Se non riesci a scrivere l'esito atteso in una frase, la riunione non serve. Al suo posto usa un documento condiviso, un messaggio o una decisione presa direttamente dal responsabile. Una decisione che spetta a un responsabile non ha bisogno di una sala riunioni.
Quando il metodo è in piedi e vuoi capire dove stanno gli altri colli di bottiglia, il PMI Speed Test, l'analisi delle 5 aree aziendali è un punto di partenza.
Domani mattina prendi la prossima riunione già convocata e scrivi l'esito atteso in una frase. Se non lo trovi, annulla o riscrivi l'invito con i quattro blocchi e i minuti. Bastano cinque minuti.
Domande frequenti
Quanto deve durare una riunione settimanale di direzione?
Trenta minuti è il tetto giusto: 5 per i numeri, 10 per i blocchi, 10 per le decisioni, 5 per gli impegni. Oltre i 45 minuti l’attenzione cala e di solito ci sono troppi argomenti: in quel caso si spezza l’incontro, non si allunga.
Chi deve partecipare alla riunione di direzione?
Solo chi decide e chi esegue: il titolare, i responsabili di area e chi possiede un’informazione indispensabile. Gli altri ricevono il verbale. Ogni partecipante in più aggiunge tempo di parola e digressioni senza migliorare la decisione.
Cosa si fa se non c’è nulla da decidere?
La riunione si salta. Se l’obiettivo è solo informare, un documento o un messaggio sostituisce l’incontro. La regola è semplice: se non riesci a scrivere l’esito atteso in una frase, la riunione non serve.
Come si evita che la riunione diventi un aggiornamento di stato?
Gli aggiornamenti viaggiano prima, in un documento condiviso letto da tutti. In riunione ogni responsabile dice solo cosa è bloccato e richiede una decisione, non racconta cosa ha fatto durante la settimana.
Serve un verbale della riunione settimanale?
Sì, ma minimo: data, decisioni prese, responsabile e scadenza per ogni impegno. Non si trascrive la discussione. Si scrive durante l’incontro e si diffonde entro 24 ore, mentre il contesto è fresco.
Quali numeri guardare nel blocco numeri?
Cassa, ordini acquisiti, fatturato della settimana e uno o due KPI che cambiano con il mestiere. Pochi, sempre gli stessi, così le variazioni si vedono subito e non si perde tempo a cercare i dati.