In due righe
- Un calendario editoriale regge quando parte dalle cinque tipologie di contenuto e non dalle idee del momento: attrattivo, sensibilizzazione, esperienziale, personale, vendita.
- Si pianifica un mese alla volta e si produce a blocchi: una sessione di scrittura e una di registrazione valgono quattro settimane di pubblicazioni.
- Il ritmo giusto è quello che sostieni nella settimana peggiore, non quello che riesci a tenere nel mese in cui hai tempo.
Quasi tutti i calendari editoriali muoiono allo stesso modo: si parte con tre post a settimana, si tiene per un mese, poi arriva una settimana piena e il calendario diventa un documento che nessuno apre più.
La causa non è la disciplina. È che il calendario è stato costruito sulle idee invece che su una struttura, e le idee finiscono. Sotto trovi come impostarlo perché continui a funzionare quando la settimana si complica.
Le cinque tipologie di contenuto
Ogni contenuto che pubblichi fa uno di cinque lavori. Sapere quale rende la pianificazione una scelta fra caselle da riempire invece che una ricerca di ispirazione.
Attrattivo. Porta persone nuove che non ti conoscono. Parla del problema, non di te: il tema è largo, il tono è utile.
Sensibilizzazione. Fa capire perché quel problema costa più di quanto sembra. Qui entrano i numeri, i conti, le conseguenze che il lettore non aveva messo in fila.
Esperienziale. Mostra il lavoro fatto: come si svolge, cosa succede dietro, com’è andata con un cliente. È la prova che quello che dici lo fai davvero.
Personale. Mette la faccia e le convinzioni di chi guida l’azienda. È il contenuto che costruisce la fiducia prima che serva.
Vendita. Chiede un’azione: guarda questo, prenota, scrivici. Diretto, senza giri.
Un mese equilibrato in una PMI ha più attrattivo ed esperienziale che vendita. La proporzione che regge è intorno a tre contenuti di valore per ogni contenuto che chiede qualcosa: chi ti segue accetta la richiesta perché ha già ricevuto.
Il mese si progetta in un’ora
La pianificazione mensile è una seduta sola, con quattro passaggi.
- Scegli il tema del mese. Uno, non tre: il tema è la cosa su cui vuoi essere ricordato in quelle quattro settimane.
- Distribuisci le tipologie. Metti nel calendario quante uscite per tipo, prima ancora di sapere cosa dirai.
- Riempi con gli argomenti. Ogni casella diventa una frase: cosa dico, a chi, perché adesso.
- Segna cosa serve per produrlo. Una foto in cantiere, un dato dal gestionale, cinque minuti del tecnico.
Il quarto passaggio è quello che salta sempre, ed è il motivo per cui il calendario si blocca: il contenuto è pronto nella testa ma manca la foto, e la pubblicazione slitta di una settimana.
Lo strumento
Delera CRM programma e pubblica i contenuti sui canali social dell’azienda, tenendo insieme calendario, pubblicazioni e contatti che ne arrivano.
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Produrre a blocchi invece che ogni giorno
Scrivere un post al giorno costa molto più di scriverne otto in una mattina, perché ogni volta si paga il tempo per rientrare nel tema. Le aziende che pubblicano con costanza lavorano quasi tutte a blocchi.
Uno schema che funziona per una PMI, con due mezze giornate al mese:
| Quando |
Cosa si fa |
Cosa esce |
| Primo lunedì, un’ora |
Pianificazione del mese |
Il calendario compilato |
| Primo lunedì, tre ore |
Scrittura di tutti i testi |
Otto o dodici testi pronti |
| Terzo lunedì, due ore |
Foto e video in una sessione sola |
Il materiale visivo del mese |
| Ogni lunedì, dieci minuti |
Programmazione della settimana |
Uscite in coda |
Il vantaggio non è solo il tempo risparmiato. È che nella settimana difficile non devi produrre nulla: il materiale è già fatto e la pubblicazione va avanti da sola.
Il ritmo si sceglie al ribasso
La frequenza giusta è quella che tieni nel mese peggiore dell’anno. Due uscite a settimana mantenute per dodici mesi valgono molto più di cinque a settimana per due mesi e poi il silenzio.
Chi ti segue si abitua al tuo ritmo. Quando sparisci per tre settimane, la volta dopo che pubblichi ricominci quasi da capo, perché nel frattempo l’algoritmo e le persone hanno smesso di aspettarti.
Parti da due uscite a settimana. Dopo tre mesi che le tieni senza fatica, aggiungi la terza.
Cosa guardare per capire se funziona
I numeri che contano non sono i like. Per un’azienda che pubblica per lavoro sono tre.
- Quante persone nuove ti hanno visto, cioè quanta parte del pubblico non ti seguiva già. Dice se il contenuto attrattivo sta facendo il suo mestiere.
- Quante conversazioni sono partite: commenti che chiedono, messaggi in privato, richieste dal sito nei giorni di pubblicazione.
- Quanti contatti sono diventati preventivi, cioè quanti di quei messaggi hanno prodotto qualcosa di misurabile.
Guardali una volta al mese, non ogni giorno. Le decisioni prese sui numeri di un singolo post portano quasi sempre a rincorrere il contenuto che è piaciuto invece di quello che porta clienti.
Da dove si parte in pratica
- Scegli il canale principale, uno solo, quello dove stanno davvero i tuoi clienti.
- Fissa due uscite a settimana e mettile in calendario come un appuntamento con un cliente.
- Progetta il primo mese con le cinque tipologie: quattro attrattivi, due di sensibilizzazione, due esperienziali.
- Blocca due mezze giornate: una per scrivere tutto, una per produrre foto e video.
- A fine mese guarda i tre numeri e decidi il tema del mese successivo.
Domande frequenti
Quanti canali conviene presidiare?
Uno finché non è solido, poi due. Lo stesso contenuto adattato su tre canali costa quasi il triplo in produzione e rende meno di un canale curato bene, perché ogni piattaforma premia chi ne rispetta il formato.
Chi dovrebbe scrivere i contenuti in una PMI?
Chi conosce il mestiere, con qualcuno che lo aiuta a mettere in forma. I contenuti che funzionano contengono dettagli che solo chi fa il lavoro conosce: un’agenzia da sola produce testi corretti e vuoti, il titolare da solo produce testi pieni e disordinati.
Meglio pubblicare sempre alla stessa ora?
La regolarità aiuta più dell’orario perfetto. Scegli due momenti fissi della settimana in cui il tuo pubblico è sveglio e mantienili, invece di inseguire l’orario ideale che cambia a ogni aggiornamento delle piattaforme.
Cosa faccio quando finisco le idee?
Torna alle domande che i clienti fanno davvero: ogni domanda ricorrente in assistenza è un contenuto, e ne hai già cinque o sei nella casella di questa settimana. È la fonte più affidabile perché nasce da persone che hanno quel problema adesso.
Serve un tool di programmazione o basta pubblicare a mano?
Fino a due uscite a settimana su un canale si sopravvive a mano. Da lì in su la programmazione conviene, soprattutto perché toglie la pubblicazione dalle mani di chi in quel momento è in riunione o da un cliente.