Vai al contenuto
Delera
Home Chi Siamo
Delera CRMDelera CRMLa piattaforma di marketing guidatoDelera Agent AIDelera Agent AIAgenti AI già pronti, su misura per teUmanValueUmanValueIl valore umano del tuo team
PMI Speed Test PMI Speed TestAnalizza le 5 aree del tuo business
Dal vivoDa Caos A ImpresaEvento dal vivo · 19-21 Nov 2026OnlineLaboratorio StrategicoProssima edizione in arrivo
Blog
PMI Speed Test
Home Chi Siamo
Soluzioni Tecnologiche
Delera CRMDelera Agent AIUmanValue
Servizi
PMI Speed Test
Eventi e Formazione
Da Caos A ImpresaLaboratorio StrategicoBlogPMI Speed Test

Home » Marketing e Vendite » L’email marketing funziona ancora nel B2B?

Marketing e Vendite

L’email marketing funziona ancora nel B2B?

22/09/2026

In due righe

  • L'email B2B rende in media 36 dollari per ogni dollaro speso (Litmus).
  • In Italia l'apertura media è del 44,38%; chi invia una volta a settimana sfiora il 50% (GetResponse).
  • Anche nel B2B serve il consenso: il soft opt-in non vale per le aziende.
  • Misura aperture, click e risposte: la risposta, non l'apertura, è il numero da guardare.

Sì, l'email marketing, cioè l'invio di email a una lista di contatti per costruire relazioni commerciali, funziona ancora nel B2B. È il canale con il ritorno più alto: 36 dollari per ogni dollaro speso. Ma funziona solo a tre condizioni: una lista propria costruita con il consenso, contenuti che parlano dei problemi di chi legge e un invio a settimana. Chi compra liste e invia in massa fa spam, non email marketing. Il problema non è il canale, è il metodo.

In questa pagina

  1. Perché i numeri dicono che l'email funziona ancora
  2. Perché allora "non funziona" per molte PMI
  3. Il consenso in B2B: la regola che quasi nessuno ti spiega
  4. Come si costruisce una lista propria (senza comprare contatti)
  5. La frequenza giusta: una email a settimana
  6. I tre numeri per capire se la tua email funziona
  7. Cosa non fare se vuoi che funzioni
  8. Domande frequenti

Perché i numeri dicono che l'email funziona ancora

Il dato più citato viene da Litmus: in media ogni dollaro speso in email ne restituisce 36. Nessun altro canale arriva a tanto. In Italia, il report GetResponse Benchmark su 268,7 milioni di email mostra un tasso di apertura medio del 44,38%. Il tasso di apertura è la percentuale di email aperte sul totale di quelle consegnate. Il click-through rate, cioè la percentuale di click sui link, è del 2,87%. Gli autoresponder arrivano al 65,91%. Fra gli acquirenti B2B, l'email è la seconda fonte di scoperta di nuovi fornitori: il 41% ne ha trovato uno tramite una email di marketing, secondo la B2B Buyer Survey di HubSpot del 2024. Il canale non è morto. È usato male.

Perché allora "non funziona" per molte PMI

Il canale non è il problema: lo sono le liste comprate, i messaggi autoreferenziali e la confusione tra B2B e B2C. Chi dice che l'email è morta di solito ha comprato una lista, ha inviato una DEM a migliaia di indirizzi raccolti a caso e ha visto solo spam. Una DEM è una campagna di email commerciali inviata in blocco. Se la lista non è tua, stai facendo pubblicità non richiesta: non funziona e può costare caro.

Leva Così funziona Così non funziona
Lista Propria, costruita con il consenso Comprata da un fornitore
Frequenza Una email a settimana Ogni giorno o quando "c'è tempo"
Contenuto Parla del problema del cliente Parla dell'azienda che scrive
Oggetto Beneficio concreto per chi legge "Newsletter di novembre" o emoji
Misura Aperture, click, risposte Niente, si invia e basta
Destinatario Contatto che ha chiesto di ricevere Indirizzi info@ raccolti a caso

Il consenso in B2B: la regola che quasi nessuno ti spiega

Molti credono che nel B2B si possa scrivere senza consenso. Non è così. L'articolo 130 del Codice privacy richiede il consenso per le email promozionali, anche verso le aziende, come riepiloga IusPrivacy. Il soft opt-in, cioè la possibilità di scrivere senza consenso a chi ha già comprato per prodotti analoghi, si applica solo alle persone fisiche. Un indirizzo come nome.cognome@azienda.it è un dato personale e va trattato come tale. Il Garante lo ha chiarito già nelle linee guida del 4 luglio 2013 sull'attività promozionale. In pratica: un indirizzo trovato su internet non vale come consenso. Chiedilo sempre.

Come si costruisce una lista propria (senza comprare contatti)

Una lista propria si costruisce in quattro passi. Prima di tutto non si compra: le liste comprate violano quasi sempre il consenso, finiscono nello spam e bruciano la reputazione del dominio.

  1. Parti dai contatti che hai già: clienti attuali, richieste di preventivo, persone incontrate in fiera.
  2. Offri un contenuto utile per raccoglierne di nuovi: una guida, una checklist, un calcolo.
  3. Chiedi un consenso chiaro, registrando quando e come è stato dato.
  4. Segmenta per ruolo: un responsabile acquisti non legge le stesse cose di un titolare.

Per non perdere traccia dei consensi serve un posto unico, come un CRM dove tenere contatti e consensi.

Mettiamo un'officina meccanica con sei dipendenti e ottocentomila euro di fatturato. La sua lista ha 200 contatti: 50 clienti attivi e 150 tra fiere e richieste di preventivo. Se invia una email a settimana e ogni mese 2 contatti su 200 chiedono un preventivo, con 1 su 4 che diventa cliente da 4.000 euro di margine, sono 24.000 euro l'anno. Fai il conto con i tuoi numeri.

Lo strumento

Delera CRM tiene insieme lead, follow-up e trattative in un flusso solo, al posto dei fogli sparsi.

Scopri Delera CRM

La frequenza giusta: una email a settimana

Il report GetResponse segnala che chi invia una newsletter a settimana ottiene quasi il 50% di aperture. Meno di una ogni due settimane: il contatto si dimentica di te. Più di una a settimana: diventi rumore. Una email a settimana è il ritmo più sicuro per una PMI B2B. Non serve scrivere ogni giorno: serve essere presenti con regolarità.

I tre numeri per capire se la tua email funziona

Nel B2B non conta solo l'apertura. Contano tre numeri: aperture, click e risposte. Il tasso di apertura dice se l'oggetto e il mittente funzionano. Il click-through rate, la percentuale di click sui link, dice se il contenuto interessa. Le risposte dicono se la email sta generando conversazioni commerciali.

Mettiamo una software house B2B con una lista di 400 contatti. Con i benchmark italiani di GetResponse (44% di aperture, 2,87% di click), ogni invio produce 176 aperture e 11 click. Se 2 di quei 11 click generano una risposta o una richiesta di demo, la campagna lavora. Sotto questi numeri, il problema è la lista o il contenuto.

Non confrontarti con la media italiana se la tua lista è piccola: confronta i tuoi numeri di questo mese con quelli del mese prima.

Cosa non fare se vuoi che funzioni

  • Non comprare liste. Un indirizzo trovato su internet non è un consenso: il Garante lo ha detto chiaramente.
  • Non scrivere ogni giorno. Anche il contenuto migliore diventa rumore se arriva troppo spesso.
  • Non parlare di te. Parla del problema del cliente: per una PMI che vende a un responsabile acquisti, il problema è ridurre rischi e costi, non la tua storia.
  • Non usare oggetti aggressivi o emoji. L'oggetto deve dire un beneficio concreto per chi legge.
  • Non ignorare la deliverability. La deliverability è la capacità delle email di arrivare nella posta in arrivo invece che nello spam: se cala, tutti gli altri numeri peggiorano.

Domani mattina fai una cosa sola: apri il gestionale o la rubrica e conta i contatti che hai già. Se sono almeno cento, scrivi la prima email di una serie utile, non una presentazione di te. Se sono meno di cento, parti dal contenuto da offrire per raccoglierne di nuovi. La lista non si compra: si costruisce un contatto alla volta.

Domande frequenti

L’email marketing funziona ancora nel B2B?

Sì. È il canale con il ritorno più alto: in media 36 dollari per ogni dollaro speso, secondo Litmus. In Italia il tasso di apertura medio è del 44,38% e gli autoresponder arrivano al 65,91% (GetResponse). Il problema non è il canale, è il metodo: liste comprate e invii senza consenso non funzionano. Una lista propria con contenuti utili sì.

Serve il consenso per inviare email B2B in Italia?

Sì, in linea di principio. L’articolo 130 del Codice privacy richiede il consenso per le email promozionali automatizzate, e il soft opt-in (scrivere senza consenso a chi ha già comprato) si applica solo alle persone fisiche, non alle aziende. Gli indirizzi nome.cognome@azienda.it sono dati personali. Meglio chiedere sempre il consenso.

Posso comprare una lista di contatti B2B?

Non conviene. Le liste comprate violano quasi sempre il requisito del consenso, finiscono nello spam e bruciano la reputazione del dominio. Il Garante ha chiarito che un indirizzo trovato su internet non vale come consenso. Una lista propria, anche piccola, rende molto di più.

Quante email devo inviare?

Una a settimana è il ritmo più sicuro: il report GetResponse segnala che chi invia una newsletter a settimana ottiene quasi il 50% di aperture. Meno di una ogni due settimane e il lettore ti dimentica; più di una a settimana e diventi rumore.

Qual è un buon tasso di apertura in Italia?

La media italiana è del 44,38% (GetResponse), ma include B2B e B2C insieme. Nel B2B conta più la risposta che l’apertura: se una email su cento genera una conversazione commerciale stai già lavorando bene. Confronta i tuoi numeri con il mese precedente, non con la media.

Da dove parto se non ho ancora una lista?

Dai contatti che hai già: clienti attuali, richieste di preventivo, persone incontrate in fiera. Poi offri qualcosa di utile per raccoglierne di nuovi: una guida, una checklist, un calcolo. La lista non si compra, si costruisce un contatto alla volta.

Fonti

  1. Litmus, Email Marketing ROI
  2. GetResponse, Report Email Marketing in Italia
  3. IusPrivacy, Attività di marketing rivolte alle persone giuridiche
  4. HubSpot, B2B Buyers: The Latest Stats (B2B Buyer Survey 2024)

Entra nell'ecosistema

Scopri da quale area conviene partire

Leggere serve fino a un certo punto. Il PMI Speed Test misura le 5 aree della tua azienda e ti dice su quale intervenire per prima.

Fai il PMI Speed Test
Delera

L'acceleratore d'impresa italiano. Persone, processi, AI e consulenza in un unico sistema di crescita.

Ecosistema
I 5 pilastri PMI Speed Test Chi siamo
Tecnologia
Delera CRMDelera Agent AIUmanValue Accedi
Contatti
info@delera.it +39 051 0301296 Via Bagutta 13, Milano
© 2026 Delera · Alpha Future Group Srl · P.IVA 04101961201 · REA MI 2724756 Privacy · Cookie · Termini e condizioni