In due righe
- La Centrale dei Rischi di Banca d'Italia si richiede gratis dal portale Servizi online e arriva di norma in 30 giorni.
- Il prospetto si legge confrontando accordato, accordato operativo e utilizzato.
- Saldo medio e stato del rapporto rivelano se la banca ti vede regolare o dipendente dal credito.
- Gli errori si correggono solo tramite l'intermediario che ha segnalato il dato.
La Centrale dei Rischi della Banca d'Italia si chiede gratis dal portale Servizi online, con SPID, CIE o CNS, e il prospetto arriva di norma entro 30 giorni. Per leggerla bene servono tre cose: le tre sezioni del documento, il confronto fra accordato, accordato operativo e utilizzato, e lo stato del rapporto. Da quei numeri capisci se la banca ti vede regolare, sconfinato o in sofferenza.
Cos'è la Centrale dei Rischi e chi ci finisce dentro
La Centrale dei Rischi è l'archivio gestito dalla Banca d'Italia sui debiti di famiglie e imprese verso il sistema bancario e finanziario. Non è una lista di cattivi pagatori: contiene anche i rapporti perfettamente regolari.
Ci finisci dentro quando la tua posizione complessiva verso un singolo intermediario supera 30.000 euro. Le sofferenze sono segnalate già da 250 euro. La soglia si calcola sulla somma dei rapporti con lo stesso intermediario, non sul singolo prestito.
Le regole sono scritte nella Circolare della Banca d'Italia n. 139 del 1991, aggiornata più volte.
Come si richiede il prospetto: la procedura, gratis
Dal 13 aprile 2026 il portale Servizi online è l'unico canale telematico per richiedere il prospetto. La richiesta è gratuita.
Puoi accedere in tre modi:
- con SPID, CIE o CNS, e in questo caso la risposta può arrivare in tempo reale;
- senza credenziali, allegando un documento di identità;
- in Filiale, consegnando la richiesta a mano o spedendola per posta.
La Banca d'Italia risponde di norma entro 30 giorni. Per le richieste presentate da un delegato per conto di una società il termine sale a 90 giorni. Le imprese iscritte al Registro delle Imprese possono attivare gratuitamente un abbonamento PEC per ricevere il prospetto.
Le tre sezioni del prospetto in trenta secondi
Il prospetto si divide in tre sezioni. La prima è anagrafica: contiene i tuoi dati identificativi. La seconda riporta gli importi, divisi in rilevazioni inframensili e mensili. La terza elenca le richieste di informazione, cioè gli accessi fatti dagli intermediari negli ultimi sei mesi.
C'è un ritardo strutturale da tenere a mente. La rilevazione fotografa l'ultimo giorno del mese e diventa visibile circa 35 giorni dopo. Quindi quello che leggi oggi descrive la situazione di uno o due mesi fa.
Come si legge una riga della Centrale dei Rischi: accordato, accordato operativo, utilizzato
Ogni riga della sezione importi riporta tre colonne chiave per i crediti per cassa.
L'accordato è l'importo che l'intermediario ha deciso di concederti. L'accordato operativo è la parte effettivamente utilizzabile in base al contratto. L'utilizzato è il debito residuo alla data della rilevazione.
Facciamo un conto su un'azienda tipo. Hai un fido di cassa con accordato di 100.000 euro e a fine mese l'utilizzato è 98.000. Non sei sconfinato, perché l'utilizzato non supera l'accordato operativo. Ma la banca vede una dipendenza quasi totale dalla linea.
Se l'utilizzato sale a 104.000, scatta lo sconfinamento: stai usando più credito di quanto pattuito.
Su un mutuo la lettura è diversa. Se accordato, accordato operativo e utilizzato coincidono, per esempio tutti e tre a 100.000, significa che il debito residuo è allineato al piano di ammortamento e i pagamenti sono regolari.
Come interpretare il confronto fra accordato e utilizzato
| Configurazione |
Cosa significa |
Cosa fare |
| Accordato = accordato operativo = utilizzato |
Finanziamento rateale con pagamenti regolari: l'utilizzato è il debito residuo |
Nessun allarme, la posizione è in ordine |
| Utilizzato > accordato operativo |
Rate scadute non pagate oppure sconfinamento sul fido |
Incrocia con lo stato del rapporto e con la liquidità di cassa |
| Accordato e operativo azzerati, utilizzato ancora positivo |
Fido revocato o azzerato con debito residuo |
Segnale da monitorare, spesso anticamera della sofferenza |
| Utilizzato basso ma saldo medio alto |
Uso strutturale della linea a revoca, conto sistemato solo a fine mese |
La banca lo legge come dipendenza costante dal credito |
Gli errori più frequenti nella lettura di questa sezione:
- Non confondere la Centrale dei Rischi con i SIC privati (Crif, Experian): soglie e regole sono diverse.
- La soglia di 30.000 euro è sull'intera posizione verso il singolo intermediario, non sul singolo finanziamento.
- Il prospetto racconta la situazione di uno o due mesi fa: tra fine mese, trasmissione e disponibilità passano circa 35 giorni.
- Non leggere solo l'utilizzato: lo sconfinamento si vede confrontandolo con l'accordato operativo.
Il passo successivo
I numeri servono a decidere, non a consuntivare. A Da Caos a Impresa, tre giorni a Bologna, si lavora sui tuoi.
Guarda Da Caos a Impresa
Saldo medio: il numero che svela l'uso reale del fido
Il saldo medio è la media dei saldi contabili giornalieri del mese nelle aperture di credito in conto corrente. Non è il saldo di fine mese.
Mettiamo un conto che il 31 dicembre chiude con un utilizzato di 20.000 euro. Sembra un ricorso occasionale. Ma se il saldo medio del mese è 80.000, il racconto cambia: per la maggior parte dei giorni hai usato 80.000 euro e hai sistemato il conto solo a fine mese. La banca legge un uso strutturale della linea, non un picco temporaneo.
Ecco perché non devi guardare solo l'utilizzato: il saldo medio è la colonna che rivela l'uso reale del fido.
Stato del rapporto: da regolare a sofferenza
La colonna stato del rapporto distingue i crediti regolari da quelli problematici. Si parte da "regolare", poi si incontrano le posizioni scadute o sconfinanti da oltre 90 giorni e oltre 180 giorni. La sofferenza è la classificazione più grave: indica che l'intermediario ritiene il cliente in grave difficoltà a restituire il debito.
Non fare l'errore di pensare che un ritardo di pochi giorni faccia scattare la sofferenza. Non è automatico: la banca valuta la situazione complessiva del cliente, non un singolo ritardo.
Uno sconfinamento prolungato, invece, accende un segnale che la banca successiva vedrà e interpreterà.
La terza sezione del prospetto elenca gli accessi fatti dagli intermediari negli ultimi sei mesi. Per ogni richiesta trovi la data, il tipo (prima informazione o periodico) e la causale.
La prima informazione di solito arriva quando stai chiedendo un nuovo finanziamento. Il periodico è l'accesso ricorrente che la banca fa per aggiornare la tua posizione.
Questa sezione ti dice chi sta valutando la tua azienda e perché. Se vedi un accesso che non ti aspetti, puoi chiedere spiegazioni all'intermediario.
La Banca d'Italia non corregge i dati di propria iniziativa. Se trovi una segnalazione errata, devi rivolgerti all'intermediario che l'ha inserita.
Il percorso è questo: prima reclami all'intermediario, che ha 60 giorni per rispondere. Se la risposta non arriva o non ti convince, puoi ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario o presentare un esposto alla Banca d'Italia.
Il prospetto mostra anche la storia delle rettifiche con le colonne Da e A: così puoi verificare che la correzione sia avvenuta.
Centrale dei Rischi e Crif: due archivi diversi
La Centrale dei Rischi e il Crif non sono la stessa cosa. La Centrale è la banca dati pubblica gestita dalla Banca d'Italia, con soglia di censimento a 30.000 euro (250 per le sofferenze).
I Sistemi di informazione creditizia come Crif, Experian, CTC e Assilea sono archivi privati, non supervisionati dalla Banca d'Italia. Hanno regole e soglie diverse, e registrano anche piccoli prestiti e richieste di credito che nella Centrale non compaiono.
Per un quadro completo del tuo merito creditizio, controlla entrambi. Ma parti dalla Centrale: è gratuita, pubblica e fotografa il rapporto con le banche.
Domani mattina, entra sul portale Servizi online della Banca d'Italia con il tuo SPID e richiedi il prospetto. Poi leggilo accanto ai numeri della tua azienda: le due letture insieme dicono cosa vede la banca prima che tu metta piede in filiale. Se vuoi fare un controllo simile sulle altre aree dell'azienda, Delera mette a disposizione il PMI Speed Test, l'analisi delle cinque aree aziendali.
Domande frequenti
La visura della Centrale dei Rischi è gratuita?
Sì. L’accesso ai propri dati registrati nella Centrale dei Rischi è gratuito. La richiesta si presenta online sul portale Servizi online della Banca d’Italia, con SPID, CIE o CNS, oppure senza credenziali allegando un documento di identità, o ancora in Filiale. Il prospetto arriva di norma entro 30 giorni.
Se ho debiti sotto i 30.000 euro compaio nella Centrale dei Rischi?
In generale no: si viene censiti quando la posizione complessiva verso un singolo intermediario raggiunge o supera i 30.000 euro. C’è un’eccezione: le sofferenze sono segnalate già da 250 euro. Un piccolo debito classificato a sofferenza compare quindi nel prospetto anche sotto la soglia ordinaria.
Cosa vede la banca quando consulta la mia posizione?
La banca vede la tua posizione aggregata per categoria e per intermediario: accordato, accordato operativo, utilizzato, saldo medio e stato del rapporto, oltre alla regolarità dei pagamenti. Può consultare al massimo le ultime 36 rilevazioni mensili e non vede il nome degli altri intermediari con cui sei indebitato.
Quanto tempo ci vuole per ricevere il prospetto?
Di norma la Banca d’Italia risponde entro 30 giorni dalla richiesta. Per le richieste presentate da un delegato per conto di una persona giuridica il termine sale a 90 giorni. Se accedi online con SPID, CIE o CNS, la risposta può arrivare anche in tempo reale.
La Centrale dei Rischi e il Crif sono la stessa cosa?
No. La Centrale dei Rischi è la banca dati pubblica di Banca d’Italia, con soglia di censimento a 30.000 euro e a 250 per le sofferenze. Il Crif è un sistema di informazione creditizio privato, con regole e soglie diverse, che registra anche piccoli prestiti e richieste di credito. Per un quadro completo si controllano entrambi.
Se trovo una segnalazione errata, la corregge la Banca d’Italia?
No. Gli intermediari sono responsabili dell’esattezza delle segnalazioni e solo loro possono correggerle. Ti rivolgi alla banca o alla finanziaria che ha segnalato il dato. Se non risponde entro 60 giorni o la risposta non convince, puoi ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario o presentare un esposto alla Banca d’Italia.