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Home » Numeri e Controllo di Gestione » Controllo di gestione per commessa: sapere se il lavoro è in perdita mentre lo fai

Numeri e Controllo di Gestione

Controllo di gestione per commessa: sapere se il lavoro è in perdita mentre lo fai

08/09/2026

In due righe

  • Ogni commessa è un conto economico a sé: si controlla con preventivo, consuntivo e impegnato.
  • Il numero che conta per decidere è consuntivo più impegnato, confrontato con l'avanzamento fisico.
  • Servono un costo orario reale, la rilevazione delle ore a fine giornata e una tabella di scostamento.
  • Se lo scostamento supera determinate soglie, puoi ancora correggere prima del saldo.

Sì, puoi sapere se un lavoro è in perdita mentre lo fai. Il controllo di gestione per commessa confronta ogni settimana, voce per voce, il preventivo con il consuntivo più l'impegnato, cioè gli ordini già firmati e le ore già lavorate ma non ancora contabilizzate, e mette a confronto l'avanzamento fisico con il costo già consumato. Se hai speso più di quanto hai prodotto, lo scostamento ti avvisa quando puoi ancora correggere, non a saldo emesso. Servono tre cose: un costo orario reale, la rilevazione delle ore a fine giornata e una tabella preventivo, consuntivo e scostamento.

In questa pagina

  1. Cos'è il controllo di gestione per commessa
  2. Perché il margine si scopre solo a lavori finiti
  3. Quanto costa davvero un'ora del tuo tecnico
  4. Come rilevare le ore senza far scappare i tecnici
  5. Come calcolare l'avanzamento di una commessa
  6. La tabella che ti dice se sei in perdita mentre lavori
  7. Le soglie che fanno scattare l'allarme
  8. Cosa fare quando lo scostamento è negativo
  9. Quando basta un foglio e quando serve uno strumento
  10. Domande frequenti

Cos'è il controllo di gestione per commessa

Una commessa è un lavoro o progetto unico eseguito su ordinazione di un cliente, con un proprio preventivo e un proprio conto economico. Ogni commessa è un micro-business con un suo margine, i suoi costi e i suoi tempi. Il bilancio aziendale può nascondere una commessa in perdita compensata da altre: se guardi solo il risultato complessivo, non vedi che un cantiere sta bruciando denaro mentre un altro lo copre. Nel settore costruzioni opera l'11,8% delle imprese attive e il 9,0% degli addetti (Istat, Conti economici delle imprese). Il controllo per commessa serve a isolare ogni lavoro e a dargli un conto economico separato.

Perché il margine si scopre solo a lavori finiti

Il consuntivo contabile arriva in ritardo. Le fatture dei fornitori arrivano a fine mese, le buste paga pure, e quando il commercialista ti dà i numeri la commessa è già chiusa. Per decidere servono tre stati del costo. Il preventivo è il costo stimato in offerta. Il consuntivo è il costo già contabilizzato, tra fatture e buste paga. L'impegnato è la via di mezzo: ordini già firmati e ore già lavorate ma non ancora a registro. L'impegnato sono i costi già decisi, ordini firmati e ore già lavorate, ma non ancora registrati in contabilità. Il numero che conta per decidere è consuntivo più impegnato. Lo scostamento è la differenza tra il costo preventivato e il costo reale, dato da consuntivo più impegnato, di una voce di commessa. Se guardi solo il consuntivo, scopri lo sforamento a commessa chiusa.

Quanto costa davvero un'ora del tuo tecnico

Il costo orario reale è il costo annuo totale di una risorsa diviso per le ore che riesce effettivamente a vendere al cliente. Facciamo un conto su un tecnico tipo. RAL 32.000 euro. Il costo aziendale annuo si ottiene moltiplicando per circa 1,4: contributi, TFR, assicurazioni, quota di struttura portano il costo a circa 45.000 euro. Le ore teoriche sono 1.760 all'anno. Le ore vendibili sono molte meno: ferie, trasferte, tempi morti, riunioni riducono la base a circa 1.150 ore. Dividendo 45.000 per 1.150 ottieni 39 euro. A questa cifra devi sommare la quota di costi di struttura non assorbita altrove, e arrivi a un costo orario completo intorno a 60-65 euro. Il dato Eurostat dice che nel 2025 il costo orario del lavoro nel settore costruzioni è 31,5 euro nell'UE e 34,4 euro nell'area euro, ma copre imprese con almeno 10 addetti. Non usare quel numero come tuo costo orario: è una media di settore, non il costo reale della tua azienda.

Come rilevare le ore senza far scappare i tecnici

La rilevazione delle ore deve avvenire a fine giornata, non a fine settimana o a fine mese. Se aspetti, i numeri sono già falsati: nessuno ricorda con precisione quante ore ha passato su una commessa tre giorni fa. Il metodo per farlo durare è fatto di quattro passi. 1) Ogni tecnico compila la propria scheda ore a fine turno, indicando il codice commessa. 2) L'ufficio verifica e consolida il giorno dopo, entro mezzogiorno. 3) Le ore non imputate entro 24 ore vengono bloccate e non si recuperano più. 4) Il dato entra nella tabella di controllo senza passaggi manuali aggiuntivi. Non chiedere ai tecnici di ricostruire le ore a fine mese: è il modo più sicuro per avere numeri inventati e persone che girano al largo del controllo.

Come calcolare l'avanzamento di una commessa

Il codice civile, articolo 2426, consente di iscrivere i lavori in corso su ordinazione in base ai corrispettivi maturati, e l'OIC 23 elenca quattro metodi per determinare lo stato di avanzamento: costo sostenuto, ore lavorate, unità consegnate, misurazioni fisiche. Il costo sostenuto è il metodo più semplice ma il più pericoloso: aver speso tanto non significa aver prodotto tanto. Le ore lavorate sono già più affidabili. Le unità consegnate funzionano solo se produci pezzi o impianti ripetibili. La misurazione fisica è la più solida per una PMI: il direttore lavori o il capocantiere certifica la quota fisica di lavoro eseguito, e quel numero non dipende da quanto hai già speso. Lo stato avanzamento lavori (SAL) è il documento che certifica la quota di lavori eseguiti a una certa data e su cui si emette la fattura. Per decidere, usa sempre la misurazione fisica concordata, non il costo.

Il passo successivo

I numeri servono a decidere, non a consuntivare. A Da Caos a Impresa, tre giorni a Bologna, si lavora sui tuoi.

Guarda Da Caos a Impresa

La tabella che ti dice se sei in perdita mentre lavori

Mettiamo una commessa da 80.000 euro, con un preventivo costi di 64.000 e un margine target di 16.000, cioè il 20%. A metà opera, la situazione è questa.

Voce Preventivo Consuntivo Impegnato Costo reale % budget consumato Segnale
Manodopera 24.000 15.000 4.000 19.000 79% Brucia più in fretta dell'opera
Materiali 28.000 10.000 8.000 18.000 64% Sopra la media, da tenere d'occhio
Subappalti e noli 9.000 3.000 2.000 5.000 56% In linea
Imprevisti 3.000 0 0 0 0% Non ancora toccati
Totale 64.000 28.000 14.000 42.000 66% Economico (66%) oltre il fisico (50%)

Il costo reale è consuntivo più impegnato. La percentuale di budget consumato confronta il costo reale con il preventivo. A metà opera, con avanzamento fisico al 50%, il costo reale totale è 42.000 su 64.000, cioè il 66% del budget. Sei già sopra la metà del costo con solo metà dell'opera fatta. La voce che sfora è la manodopera: 79% del budget consumato. I materiali sono al 64%, sopra la media ma non ancora critici. La proiezione a finire dice che, se la manodopera continua così, a fine commessa avrai speso circa 30.000 di manodopera contro 24.000 preventivati, e il margine scenderà sotto il 10%. Non aspetti il saldo: il segnale è arrivato adesso.

Le soglie che fanno scattare l'allarme

Tre soglie operative. Prima: scostamento di voce oltre il 15% rispetto al preventivo. Se una voce sfora di più del 15%, è un allarme da aggredire subito. Seconda: budget consumato oltre il 75% con avanzamento fisico sotto il 60%. Significa che stai spendendo troppo in fretta rispetto al lavoro prodotto. Terza: avanzamento economico superiore all'avanzamento fisico. Il costo reale in percentuale non deve mai superare la percentuale di avanzamento fisico. Se il fisico è al 50% e il costo è al 66%, scatta l'allarme. Ogni soglia ha un senso: ti dice che la commessa sta andando fuori controllo mentre puoi ancora intervenire.

Cosa fare quando lo scostamento è negativo

Quattro mosse. Prima: aggredisci la voce che sfora. Se è la manodopera, capisci perché: squadra sovradimensionata, poca produttività, ore non pianificate. Seconda: ferma i tempi morti. Ogni ora non produttiva è costo che non produce margine. Terza: recupera gli extra dal cliente. Se il lavoro richiesto non era nel preventivo, fatturalo subito, non a fine commessa. Quarta: ricalibra gli ordini ancora aperti. Se i materiali stanno sforando, rinegozia i lotti successivi o cambia fornitore. Non nascondere lo scostamento sperando che si riassorba da solo: non succede, e a fine commessa ti ritrovi il margine sparito.

Quando basta un foglio e quando serve uno strumento

Excel regge fino a due o tre commesse attive. Il limite non è la formula, è il dato fresco: con più progetti aperti, aggiornare a mano ore e ordini ogni settimana diventa insostenibile e il foglio invecchia in pochi giorni, dandoti una sicurezza finta. Se superi le tre commesse, passa a uno strumento che raccoglie le ore in automatico e aggiorna la tabella in tempo reale. Non buttarti sul primo gestionale: scegli in base alla rilevazione delle ore, non ai grafici. Per capire da quale area della tua azienda partire, puoi usare il PMI Speed Test, l'analisi delle cinque aree aziendali.

Domani mattina prendi una commessa in corso, recupera il preventivo, somma consuntivo e impegnato, e confrontali con l'avanzamento fisico. Se il costo reale è oltre il 60% e il lavoro è al 50%, hai il primo allarme. Da lì, decidi con i numeri in mano.

Domande frequenti

Come faccio a capire se una commessa sta andando in perdita mentre la sto ancora eseguendo?

Confronta ogni settimana il preventivo con il consuntivo più l’impegnato, voce per voce. Se il costo reale cresce più in fretta dell’avanzamento fisico, stai sforando: puoi ancora ricontrattare i fornitori o rivedere la squadra, invece di scoprirlo a saldo emesso.

Qual è la differenza tra preventivo, consuntivo e impegnato?

Il preventivo è il costo stimato in offerta. Il consuntivo è il costo già contabilizzato, tra fatture e buste paga. L’impegnato è la via di mezzo: ordini già firmati e ore già lavorate ma non ancora a registro. Per decidere conta sempre consuntivo più impegnato.

Come calcolo il costo orario reale di un mio tecnico?

Dividi il costo annuo totale, RAL più contributi, TFR e quota di struttura, per le ore che la persona riesce davvero a vendere, al netto di ferie, trasferte e tempi morti. Un RAL da 32.000 euro può tradursi in un costo orario reale sopra i 60 euro.

Come si calcola la percentuale di avanzamento di una commessa?

Con le misurazioni fisiche, con le ore lavorate o con il costo sostenuto. Per una PMI il metodo più affidabile è la misurazione fisica concordata con il direttore lavori o il capocantiere, perché misura il lavoro realmente eseguito e non dipende da quanto hai già speso.

Posso fare il controllo di commessa con un foglio Excel?

Sì, fino a due o tre commesse attive. Il limite non è la formula ma il dato fresco: con più cantieri o progetti aperti, aggiornare a mano ore e ordini ogni settimana diventa insostenibile e il foglio invecchia in pochi giorni, dandoti una sicurezza finta.

Fonti

  1. Eurostat, Hourly labour costs
  2. Istat, Conti economici delle imprese e dei gruppi d’impresa, anno 2023
  3. OIC 23, Lavori in corso su ordinazione (dicembre 2016)

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