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Home » Numeri e Controllo di Gestione » Chiedere un fido: cosa preparare prima di entrare in banca

Numeri e Controllo di Gestione

Chiedere un fido: cosa preparare prima di entrare in banca

27/09/2026

In due righe

  • La banca decide sul merito creditizio, non sul modulo: servono bilanci, flussi di cassa e il conto del fabbisogno.
  • Il fido costa anche se non lo usi: la commissione ha un tetto massimo dello 0,5% a trimestre sulla somma messa a disposizione.
  • Le garanzie personali si possono ridurre con il Fondo di garanzia per le PMI, che copre fino all'80% sugli investimenti e al 50% sulla liquidità.
  • Chiedi l'importo che copre il tuo gap di cassa reale, non il massimo che la banca può concedere.

Ottenere un fido non dipende dal modulo che compili, ma da quanto sai dimostrare di poterlo ripagare. Prima di entrare in banca servono i bilanci degli ultimi due esercizi, il conto economico, i dati provvisori dell'anno, l'elenco dei fidi già attivi e delle garanzie che puoi offrire. Serve rispondere a una domanda: quanto ti serve davvero, per quanto tempo, come lo rientri. Se le garanzie non bastano, il Fondo di garanzia per le PMI copre fino all'80% sugli investimenti e al 50% sulla liquidità e si attiva tramite la banca.

In questa pagina

  1. Che cos'è un fido e cosa controlla la banca prima di concedertelo
  2. I documenti da preparare: la lista che serve davvero
  3. Le cinque domande a cui devi saper rispondere
  4. Il Fondo di garanzia per le PMI: come funziona e come si attiva
  5. Quanto costa un fido: commissioni e interessi
  6. Quanto chiedere: il conto su un'azienda tipo
  7. Cosa non fare quando chiedi un fido
  8. Domande frequenti

Che cos'è un fido e cosa controlla la banca prima di concedertelo

Il fido, chiamato anche apertura di credito, è una somma che la banca mette a disposizione sul conto corrente: la usi anche solo in parte e paghi interessi solo sulla parte utilizzata. Prima di concederlo, la banca legge la Centrale dei Rischi, la banca dati di Banca d'Italia che registra i debiti di imprese e famiglie verso banche e intermediari. Poi esamina i bilanci, i flussi di cassa e le garanzie disponibili. Non guarda solo il fatturato: valuta il merito creditizio, cioè la capacità di restituire il denaro preso a prestito, e verifica se la cifra chiesta è coerente con il modo in cui entrano ed escono i soldi.

I documenti da preparare: la lista che serve davvero

La banca chiede quasi sempre gli stessi documenti. Portarli già pronti accorcia l'istruttoria e comunica affidabilità. La lista che segue è quella che serve davvero a un'impresa.

Documento Perché la banca lo chiede
Bilanci degli ultimi 2 esercizi (stato patrimoniale e conto economico) Per verificare solidità patrimoniale e redditività dell'impresa
Dati provvisori dell'esercizio in corso Per capire com'è andata l'azienda dopo l'ultimo bilancio chiuso
Elenco dei fidi e finanziamenti già attivi presso altre banche Per calcolare l'indebitamento totale: la Centrale dei Rischi glielo mostra comunque, meglio anticiparlo
Situazione mutui, leasing e immobili di proprietà Per valutare garanzie disponibili e impegni già in corso
Previsione dei flussi di cassa a 6-12 mesi Per dimostrare che sai quando e come rientrerà il denaro
Ultima dichiarazione dei redditi (modello UNICO) del titolare o dei soci Per valutare il patrimonio personale che può integrare la garanzia
Visura camerale aggiornata Per confermare dati anagrafici, forma giuridica e poteri di firma

La visura camerale la richiedi alla Camera di commercio. I bilanci li prepara il commercialista. La previsione dei flussi di cassa è l'unico documento che devi costruire tu: più è realistica, più la banca si fida.

Le cinque domande a cui devi saper rispondere

Prima di chiedere il fido, prepara una risposta con un numero per ognuna di queste cinque domande.

  1. Quanto ti serve? Non una cifra tonda: un importo calcolato sul gap di cassa, come nell'esempio più avanti.
  2. Per quanto tempo? Distingui un'esigenza di cassa a 2-3 mesi da un investimento che rientra in 5 anni.
  3. A cosa serve? Acquisto scorte, anticipo IVA, copertura di crediti verso clienti: una destinazione precisa rende la richiesta credibile.
  4. Come lo rientri? Mostra con quali incassi futuri ripagherai la somma, e indicane la fonte.
  5. Che garanzie puoi offrire? Patrimonio personale, immobili, fideiussioni o il Fondo di garanzia per le PMI sulla parte che non riesci a coprire.

Il Fondo di garanzia per le PMI: come funziona e come si attiva

Il Fondo di garanzia per le PMI è uno strumento pubblico del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Copre fino all'80% del finanziamento per investimenti e fino al 50% per esigenze di liquidità. Non lo chiedi direttamente: è la banca o il confidi, cioè un consorzio di garanzia che rilascia garanzie a favore delle banche per conto delle imprese, a presentare la domanda quando presenti la richiesta di fido. Sulla quota coperta dal Fondo non possono essere richieste garanzie reali, assicurative o bancarie aggiuntive.

Possono accedere le PMI con meno di 250 occupati e fatturato fino a 50 milioni di euro oppure totale di bilancio fino a 43 milioni. La disciplina transitoria è prorogata al 31 dicembre 2026 dal decreto-legge 200/2025. Il Consiglio di gestione si riunisce due volte a settimana, quindi l'attesa per la valutazione è contenuta.

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Quanto costa un fido: commissioni e interessi

Il fido ha due costi. La commissione onnicomprensiva si paga sulla somma messa a disposizione, anche se non la usi: Banca d'Italia fissa il tetto massimo allo 0,5% a trimestre, secondo l'articolo 117-bis del Testo Unico Bancario. Su 100.000 euro di fido, il tetto di 0,5% a trimestre equivale a un massimo di 500 euro ogni tre mesi. Gli interessi si pagano solo sulla parte utilizzata.

Se superi il limite concesso, vai in sconfinamento, cioè utilizzi il conto oltre il fido: scatta la commissione di istruttoria veloce e interessi maggiorati. Per questo conviene chiedere l'importo giusto, non il massimo possibile: il fido inutilizzato costa comunque.

Quanto chiedere: il conto su un'azienda tipo

Facciamo un conto su un'azienda tipo, per mostrare come si dimensiona un fido. Mettiamo un'officina meccanica con sei dipendenti e 900.000 euro di fatturato. Ogni mese escono circa 65.000 euro tra stipendi, fornitori e costi fissi. I clienti pagano in media a 75 giorni, quindi il tempo tra il pagamento dei costi e l'incasso delle fatture è di due mesi e mezzo. Il fabbisogno teorico di cassa è 65.000 euro per 2,5 mesi, cioè 162.500 euro.

Nella realtà il calcolo va corretto: una parte dei clienti paga a 30 giorni, i fornitori concedono 60 giorni, e non tutto il fabbisogno è scoperto nello stesso momento. Il gap reale è circa 80.000 euro. È quello il fido da chiedere, non 200.000 euro per stare tranquilli.

Se il tuo gap reale è maggiore, lo mostri con i numeri. Se è minore, chiedi meno e risparmi commissioni. Il punto è entrare in banca con un numero motivato, non con una richiesta tonda.

Cosa non fare quando chiedi un fido

Queste sono le mosse che peggiorano la trattativa.

  • Non entrare in banca quando il conto è già in rosso. La banca vede lo sconfinamento nella Centrale dei Rischi e parte svantaggiata.
  • Non chiedere il massimo possibile. Dimostra che non hai calcolato il fabbisogno e paghi commissioni inutili.
  • Non presentare bilanci non aggiornati. I dati provvisori dell'anno in corso sono essenziali.
  • Non promettere rientri che i numeri non sostengono. Se dici che incasserai tutto in 30 giorni e i tuoi clienti pagano a 75, perdi credibilità.
  • Non firmare senza aver letto commissioni, interessi e condizioni di revoca. Il fido può essere revocato e le condizioni vanno capite prima.

La mossa più piccola che puoi fare domani mattina è mettere in fila incassi e pagamenti degli ultimi tre mesi e calcolare il tuo gap di cassa reale. Con quel numero in tasca, la domanda in banca smette di essere una richiesta generica e diventa un confronto tra adulti. Se non hai ancora il quadro completo dei numeri aziendali, il PMI Speed Test per fare il punto sui numeri dell'azienda prima di presentarti in banca ti aiuta a partire.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per ottenere un fido bancario?

In genere da una a tre settimane. La banca deve completare l’istruttoria: verifica la Centrale dei Rischi, i bilanci e le garanzie. Se chiedi anche la garanzia del Fondo PMI, il Consiglio di gestione si riunisce due volte a settimana, quindi l’attesa aggiuntiva è contenuta. Portare subito la documentazione completa accorcia i tempi.

Che differenza c’è tra fido e prestito?

Con il fido la banca mette a disposizione una somma che usi solo in parte, quando serve, pagando interessi solo sulla parte utilizzata. Con il prestito ricevi l’intero importo subito e paghi rate, con interessi sull’intera somma. Il fido conviene per temporanee mancanze di liquidità, il prestito per investimenti a medio-lungo termine.

Posso chiedere il Fondo di garanzia PMI da solo?

No. La domanda al Fondo non la presenti tu, ma la banca o il confidi a cui chiedi il finanziamento. Quando chiedi il fido, chiedi contestualmente che sia assistito dalla garanzia del Fondo: è la banca a occuparsi della pratica.

Cosa succede se supero l’importo del fido concesso?

Vai in sconfinamento, cioè oltre il limite concordato. La banca applica una commissione di istruttoria veloce e interessi maggiorati, e lo sconfinamento ripetuto peggiora la tua posizione in Centrale dei Rischi. Meglio chiedere un aumento del fido prima di arrivare a sforarlo.

Serve un garante per ottenere un fido?

Non sempre. Se l’azienda ha bilanci solidi e una storia creditizia pulita, la banca può concedere un fido ‘allo scoperto’, senza garanzie reali. In caso contrario chiede ipoteche, fideiussioni o il Fondo di garanzia PMI, che sostituisce le garanzie personali sulla quota coperta.

Con il Fondo di garanzia la banca non può chiedere altre garanzie?

È così, ma solo sulla quota coperta dal Fondo. Sulla parte coperta dallo Stato non possono essere richieste garanzie reali, assicurative o bancarie aggiuntive. Sulla parte residua la banca può chiedere ciò che ritiene necessario.

Fonti

  1. MIMIT – Fondo di garanzia per le PMI
  2. Fondo di Garanzia – Conosci il Fondo
  3. Banca d’Italia – Orientamenti di Vigilanza, Remunerazione di affidamenti e sconfinamenti
  4. Banca d’Italia – Accesso ai dati della Centrale dei Rischi

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