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Home » Numeri e Controllo di Gestione » Come si stabilisce il prezzo di vendita: i tre metodi e quando usare quale

Numeri e Controllo di Gestione

Come si stabilisce il prezzo di vendita: i tre metodi e quando usare quale

05/09/2026

In due righe

  • Il costo ti dice sotto quale prezzo non scendere, non quale prezzo chiedere.
  • Il ricarico sul costo genera un margine più basso di quanto sembri, e ogni sconto lo svuota.
  • Il mercato allinea, il valore spiega perché il tuo prezzo sta in piedi.
  • Prima di scontare, calcola quanto volume in più serve solo per pareggiare.

Per stabilire il prezzo di vendita ci sono tre strade: sommare un ricarico al costo, allinearsi ai prezzi di mercato o partire dal valore che dai al cliente. Il ricarico sul costo è il metodo più diffuso tra le PMI e anche il più pericoloso: ignora quanto il cliente è disposto a pagare e, al primo sconto, lascia un margine più basso di quanto credi. La regola pratica è usare il costo come prezzo minimo, correggerlo con il mercato e spingerlo verso il valore.

In questa pagina

  1. Perché il prezzo è la leva più forte (e più ignorata)
  2. Come stabilire il prezzo di vendita partendo dal costo
  3. Prezzo di mercato: partire dai competitor senza copiarli
  4. Prezzo basato sul valore: far pagare il problema che risolvi
  5. Il conto che ti salva: quanto volume in più per giustificare uno sconto
  6. Quale metodo usare: tre domande per decidere in cinque minuti
  7. Domande frequenti

Perché il prezzo è la leva più forte (e più ignorata)

Il prezzo batte quasi sempre il volume. L'analisi McKinsey ripresa da Forbes nel 2010, basata sul Global 1200, mostra che un aumento dell'1% del prezzo, a parità di domanda, aumenta in media l'utile operativo dell'11%. L'analisi Harvard Business Review su 2.400 aziende, citata dalla Small Business Charter, conferma l'ordine di grandezza: un punto in più di prezzo vale +11,1% di utile operativo, un punto in più di volume vale +3,3%. Uno sconto del 5% può ridurre i profitti del 55%.

Il margine operativo lordo (MOL) è il valore aggiunto meno il costo del lavoro, cioè il surplus che l'attività genera dopo aver remunerato i dipendenti. Istat, nel report Conti economici delle imprese e dei gruppi di impresa, anno 2022, riporta che nelle micro imprese da 0 a 9 addetti il valore aggiunto per addetto è 36,4 mila euro e il costo del lavoro per dipendente è 26,6 mila euro. Sono margini stretti: un errore di prezzo non si recupera aumentando i volumi.

Come stabilire il prezzo di vendita partendo dal costo

Il metodo classico, chiamato anche full costing, assegna al prodotto tutti i costi, fissi e variabili, e poi aggiunge un ricarico. Il ricarico (markup) è la percentuale aggiunta al costo per ottenere il prezzo: (prezzo meno costo) diviso costo. Il margine è la percentuale del prezzo che resta dopo aver tolto il costo: (prezzo meno costo) diviso prezzo.

Prendiamo un prodotto che compri a 100 euro. Con un ricarico del 30% il prezzo diventa 130 euro. Molti titolari pensano di avere un margine del 30%. In realtà il margine è 30 diviso 130, cioè il 23,1%. Se sopra questo prezzo concedi uno sconto del 10%, il prezzo scende a 117 euro e il margine diventa 17 diviso 117, cioè il 14,5%. Un ricarico del 30% si è tradotto in un margine del 14,5% dopo lo sconto.

Il costo, quindi, va usato solo come prezzo minimo, mai come unico criterio.

Prezzo di mercato: partire dai competitor senza copiarli

Il secondo metodo allinea il prezzo a quello dei concorrenti diretti. La procedura è in tre passi.

  1. Individua da tre a cinque competitor diretti, quelli che vendono la stessa cosa allo stesso tipo di cliente.
  2. Rileva la fascia di prezzo reale, non quella dichiarata sul listino: considera sconti, condizioni, servizi inclusi.
  3. Decidi la posizione: sotto, pari o sopra, con una motivazione esplicita.

Questo metodo serve quando il prodotto è comparabile, per esempio una commodity o un articolo standard. Il rischio è copiare i prezzi senza una ragione. Non copiare i prezzi: finisci nella corsa al ribasso e il mercato non ti dà il prezzo, ti dà il punto di partenza.

Prezzo basato sul valore: far pagare il problema che risolvi

Il prezzo basato sul valore (value-based pricing) fissa il prezzo in base al valore che il cliente percepisce, non ai costi di produzione.

Mettiamo un intervento di manutenzione che evita 20 ore di fermo macchina a un cliente che fattura 500 euro l'ora. In questo esempio il valore creato è 10.000 euro. Se chiedi 1.500 euro, stai chiedendo il 15% del valore creato. La trattativa diventa semplice: il cliente confronta 1.500 euro con un fermo che gliene costerebbe 10.000.

Questo metodo richiede di capire il problema del cliente e di saperlo spiegare. Funziona sui servizi e sui prodotti differenziati, dove il risultato è misurabile.

Questa tabella mette a confronto i tre metodi per stabilire il prezzo di vendita.

Metodo Come funziona Pro Contro Quando usarlo
Costo più margine (cost plus) Sommi i costi pieni e aggiungi un ricarico percentuale Semplice, copre i costi, si aggiorna in fretta Ignora cliente e concorrenza; il margine reale è più basso del ricarico Solo come prezzo minimo, mai come unico criterio
Prezzo di mercato Rilevi i prezzi dei competitor diretti e ti posizioni sotto, pari o sopra Allineato al mercato, riduce il rischio di restare fuori Può diventare corsa al ribasso; appiattisce chi non si differenzia Prodotti comparabili, commodity, mercati affollati
Prezzo basato sul valore Quantifichi il problema che risolvi al cliente e definisci un prezzo pari a una frazione del valore Margini più alti, trattativa più facile Richiede capire davvero il cliente e saperlo spiegare Servizi e prodotti differenziati, dove il risultato è misurabile

Il passo successivo

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Il conto che ti salva: quanto volume in più per giustificare uno sconto

Prima di concedere uno sconto, calcola quanto volume in più ti serve per pareggiare. Il margine di contribuzione è la differenza tra prezzo e costi variabili: è ciò che resta per coprire i costi fissi e generare profitto.

La formula è: volume in più = sconto diviso (margine meno sconto). Se il margine è il 25% e sconti del 5%, il calcolo è 5 diviso (25 meno 5), cioè 25%. Devi vendere il 25% in più solo per guadagnare gli stessi euro di prima. Ogni sconto sposta il punto di pareggio, che è il volume di vendite in cui i ricavi totali eguagliano i costi totali.

Non farlo: non scontare per vendere di più senza prima fare questo conto. Nella maggior parte dei casi scopri che lo sconto non conviene.

Quale metodo usare: tre domande per decidere in cinque minuti

Tre domande bastano per orientarti.

  1. Il prodotto è direttamente confrontabile con quello dei competitor? Se sì, parti dal mercato.
  2. Il cliente può quantificare il problema che risolvi? Se sì, parti dal valore.
  3. Quanto margine hai oggi? Il costo ti dice solo sotto quale prezzo non scendere.

In pratica: usa il costo come pavimento, il mercato come riferimento, il valore come obiettivo. Se non hai chiaro da dove partire, l'analisi delle cinque aree aziendali del PMI Speed Test ti aiuta a vedere margini e priorità.

Domani mattina prendi un prodotto, calcola il margine reale al prezzo attuale e fai il conto dello sconto con la formula. Quei due numeri ti dicono più di una riunione sui prezzi.

Domande frequenti

Come si stabilisce il prezzo di vendita di un prodotto?

Ci sono tre metodi: sommare un ricarico al costo, allinearsi ai prezzi di mercato o partire dal valore che dai al cliente. La regola più sensata è usarli in sequenza: il costo ti dà il prezzo minimo sotto cui non scendere, il mercato ti dice dove si posizionano i concorrenti, il valore ti dice quanto puoi spingerti in alto.

Qual è la differenza tra margine e ricarico?

Il margine si calcola sul prezzo di vendita, il ricarico sul costo. Un ricarico del 30% su un prodotto che compri a 100 euro dà un prezzo di 130, ma il margine è 30 diviso 130, cioè il 23%. Confonderli porta a credere di guadagnare più di quanto guadagni davvero, soprattutto quando concedi sconti.

Il ricarico sul costo è sempre sbagliato?

No, ma va usato solo come prezzo minimo, non come unico criterio. Copre i costi e ti evita di vendere in perdita, però ignora quanto il cliente sarebbe disposto a pagare. Il problema nasce quando diventa l’unico metodo e quando, sopra quel prezzo, concedi sconti che erodono il margine.

Come si calcola il prezzo basato sul valore?

Quantifichi il problema che risolvi al cliente. Se un tuo intervento evita 20 ore di fermo macchina a un’azienda che fattura 500 euro l’ora, le fai risparmiare 10.000 euro. Un prezzo di 1.500 euro è il 15% del valore creato e si giustifica da solo. Poi spieghi quel conto in fase di offerta.

Quanto devo aumentare le vendite per compensare uno sconto?

Usa la formula: volume in più = sconto diviso (margine meno sconto). Con un margine del 25%, uno sconto del 5% richiede il 25% di volume in più solo per pareggiare. Prima di scontare fai questo conto: quasi sempre scopri che lo sconto non conviene.

Ogni quanto va rivisto il prezzo?

Almeno una volta l’anno e ogni volta che cambiano i costi delle materie prime, il costo del lavoro o i prezzi dei concorrenti. Tenere il prezzo fermo per anni mentre i costi salgono è un modo silenzioso di perdere margine. Segna una data fissa di revisione nel calendario.

Fonti

  1. Forbes, ‘Use Price To Profit And Grow’ (studio McKinsey sul Global 1200)
  2. Small Business Charter, ‘Why is price so important for growth’ (dati HBR su 2.400 aziende)
  3. Istat, Conti economici delle imprese e dei gruppi di impresa, anno 2022

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