In due righe
- Il rating è il voto della banca sulla probabilità che tu rimborsi il debito: decide tasso, plafond e condizioni.
- Si migliora su tre leve: comportamento sui conti in 3-6 mesi, numeri di bilancio in 12-18 mesi, qualità dell'azienda in 12-24 mesi.
- Prima mossa gratuita: richiedi la tua Centrale dei Rischi e verifica sconfini e utilizzo dei fidi.
- Non cambierai in fretta: settore di appartenenza, storico della Centrale dei Rischi e patrimonio netto.
Il rating bancario è il voto con cui la banca stima se rimborserai il debito, e decide tasso, plafond e condizioni. Non te lo comunica quasi mai, ma puoi migliorare il rating bancario su tre leve: il comportamento sui conti, sconfini e utilizzo dei fidi, i numeri di bilancio, PFN/EBITDA, DSCR e patrimonio netto, e le informazioni qualitative, piano, governance, concentrazione clienti. Le prime si correggono in 3-6 mesi, le seconde in 12-18, le terze in 12-24. La mossa più rapida e gratuita è richiedere la tua Centrale dei Rischi e azzerare gli sconfinamenti.
Come ti vede la banca: le quattro componenti del rating
La banca non guarda un solo numero. Aggrega quattro famiglie di informazioni, e ognuna pesa in modo diverso a seconda della banca.
La componente quantitativa parte dal bilancio: margini, redditività, indebitamento, solidità patrimoniale. La componente andamentale è l'insieme dei comportamenti dell'azienda sui rapporti bancari: utilizzo dei fidi, sconfini, regolarità dei rimborsi. La componente qualitativa guarda settore, governance, concentrazione dei clienti e dei fornitori, certificazioni. La componente prospettica guarda il piano: budget, DSCR atteso, capacità di rimborso prevista.
I pesi non sono comunicati, ma puoi stimare la logica: per una PMI l'andamentale e la quantitativa contano più delle certificazioni. Il quadro normativo è nelle linee guida EBA sulla concessione e il monitoraggio dei prestiti, applicate dal 30 giugno 2021: le banche devono documentare come valutano il merito creditizio.
Che cosa vede davvero la banca nella Centrale dei Rischi
La Centrale dei Rischi è l'archivio gestito da Banca d'Italia che raccoglie i debiti di imprese e famiglie verso il sistema bancario sopra la soglia di 30.000 euro. Per le sofferenze la soglia scende a 250 euro. Essere segnalati non è una colpa: significa solo che hai un debito o una garanzia sopra quella soglia, e molte imprese sane sono regolarmente segnalate.
La banca vede tre variabili per ogni rapporto: l'accordato, cioè il fido concesso, l'accordato operativo, cioè quanto puoi usare davvero, e l'utilizzato, cioè quanto hai usato. Vede anche gli sconfinamenti. Lo sconfinamento è la situazione in cui l'utilizzato supera l'accordato. Vede lo storico di 36 mesi, aggiornato mensilmente entro il 25 del mese successivo.
Puoi richiedere la tua visura gratuita a Banca d'Italia o tramite la tua banca, e va controllata come si controlla un estratto conto. Se trovi un errore, contestalo all'intermediario che ha inviato il dato: il reclamo va fatto entro 60 giorni, con eventuale ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario.
I numeri che contano davvero: PFN/EBITDA, DSCR e patrimonio netto
Non puoi calcolare il rating esatto, perché i modelli sono proprietari. Ma puoi calcolare gli stessi indicatori che alimentano quei modelli, e capire dove stai già perdendo punti.
La PFN/EBITDA è il rapporto tra debiti finanziari netti e margine operativo lordo, cioè quanti anni di margine servono per ripagare il debito. Il DSCR è il rapporto tra il flusso di cassa operativo e il servizio del debito, capitale più interessi. L'indice di indipendenza finanziaria si calcola come patrimonio netto diviso capitale investito, dove il capitale investito è la somma di patrimonio netto e debiti finanziari netti.
Facciamo il conto su un'officina meccanica tipo, con nove addetti e 1,8 milioni di fatturato. Mettiamo che abbia: debiti finanziari netti 450.000 euro, EBITDA 150.000, patrimonio netto 350.000, fido accordato 200.000 con utilizzo medio 170.000, flusso di cassa operativo 90.000, servizio del debito 75.000 e utile d'esercizio 60.000.
PFN/EBITDA = 450.000 / 150.000 = 3,0. In generale sotto 2,5-3 va bene, sopra 4 è un segnale di rischio. Questa officina è accettabile ma non ha più margine per nuovo debito. DSCR = 90.000 / 75.000 = 1,2. Sotto 1,2 il flusso di cassa copre il debito di poco; sotto 1,0 non lo copre. Anche qui, siamo al limite. L'indice di indipendenza finanziaria = 350.000 / (350.000 + 450.000) = 43,75%, quindi 44%. Vuol dire che quasi sei decimi dell'azienda sono finanziati dal debito.
Il dato più allarmante è l'utilizzo del fido: 170.000 su 200.000 è un utilizzo dell'85%, sopra la soglia dell'80% che le banche leggono come tensione di liquidità.
Come migliorare il rating bancario: le tre mosse che puoi fare entro sei mesi
Parti dalla leva andamentale, che reagisce più in fretta.
- Azzera gli sconfini. Uno sconfinamento occasionale pesa poco; sconfini ricorrenti per tre mesi cambiano la lettura dell'andamentale. Il controllo è banale: non aspettare di sconfinare, ricarica il conto prima di toccare il limite oppure rinegozia il plafond.
- Riduci l'utilizzo dei fidi sotto il 70-80%. Se usi stabilmente più dell'80% del fido, la banca legge una dipendenza dal debito. Si può lavorare sull'accelerare gli incassi, ridurre le scorte oppure rinegoziare l'accordato.
- Pulisci la Centrale dei Rischi. Richiedi la visura gratuita, verifica che accordato, utilizzato e sconfini corrispondano a ciò che hai firmato, e contesta subito gli errori. Una segnalazione sbagliata ti fa pagare tasso e condizioni per 36 mesi.
Il passo successivo
I numeri servono a decidere, non a consuntivare. A Da Caos a Impresa, tre giorni a Bologna, si lavora sui tuoi.
Guarda Da Caos a Impresa
Che cosa non puoi cambiare in fretta, e perché non devi illuderti
Ci sono leve che il rating leggerà solo tra 12-24 mesi, e negarle ti fa solo perdere tempo.
Il settore di appartenenza non lo scegli. Lo storico della Centrale dei Rischi guarda 36 mesi indietro: gli errori di oggi restano visibili a lungo. Il patrimonio netto si costruisce con anni di utili non distribuiti. La concentrazione dei clienti si diversifica con azioni commerciali, non con un colloquio in banca.
Non perdere tempo con i calcolatori di rating venduti online che promettono di dirti il tuo punteggio esatto. I modelli sono proprietari di ogni banca e nessuno strumento esterno può sapere come la tua banca pesa i dati. Ti danno un numero generico che non coincide con quello che vede il gestore, e ti fanno sentire più in controllo di quanto tu non sia.
Il piano di dodici mesi, leva per leva
Il miglioramento va programmato su orizzonti diversi. La tabella mostra quanto serve per ogni leva.
| Leva |
Componente del rating |
Tempo per l'effetto |
Prima mossa concreta |
| Azzerare gli sconfini |
Andamentale |
1-3 mesi |
Ricaricare il conto prima di toccare il limite |
| Ridurre l'utilizzo dei fidi sotto il 70-80% |
Andamentale |
3-6 mesi |
Rinegoziare il plafond o accelerare gli incassi |
| Pulire la Centrale dei Rischi |
Andamentale |
1-2 mesi se ci sono errori |
Richiedere la visura gratuita e contestare |
| Depositare il bilancio per tempo e completo |
Quantitativa |
9-12 mesi |
Organizzarsi con il commercialista a inizio anno |
| Capitalizzare gli utili a riserva |
Quantitativa (patrimonio) |
12+ mesi |
Non distribuire tutto l'utile |
| Convertire il debito a breve in medio-lungo termine |
Quantitativa |
12+ mesi |
Rinegoziare col gestore |
| Presentare un piano finanziario a 3 anni |
Prospettica |
Effetto qualitativo immediato |
Preparare budget e DSCR atteso |
| Diversificare clienti e banche |
Qualitativa |
12-24 mesi |
Mappare la concentrazione attuale |
Riprendiamo l'officina. Se distribuisce i 60.000 euro di utile, il patrimonio netto resta 350.000 e l'indipendenza finanziaria resta 44%. Se li capitalizza a riserva, il patrimonio netto sale a 410.000. Il capitale investito diventa 410.000 + 450.000 = 860.000, e l'indipendenza finanziaria sale a 47,7%. In due anni di utili capitalizzati va sopra il 50%. Non è magia: è il modo in cui il bilancio parla alla banca.
Per mappare la concentrazione dei clienti e capire quali aree aziendali pesano di più sul tuo merito creditizio, puoi usare il PMI Speed Test, l'analisi delle cinque aree aziendali.
Che cosa non fare quando parli con la banca
Ci sono errori di comportamento che annullano il lavoro sui numeri.
- Non chiedere il rating in modo diretto. La banca non ha l'obbligo di comunicare il rating interno, e una domanda diretta può insospettire il gestore. Chiedi invece quali driver del merito creditizio sono migliorati o peggiorati rispetto all'anno prima.
- Non depositare il bilancio abbreviato per comodità, o in ritardo. Un bilancio completo e puntuale è il primo segnale di organizzazione, e una delibera basata su un bilancio vecchio ti fa pagare condizioni vecchie.
- Non sconfinare pensando che sia un evento tecnico. Per la banca un fido sconfinato è un segnale di tensione, e i segni restano 36 mesi.
- Non cambiare gestore senza passaggio di consegne. Il nuovo gestore riparte da zero e non conosce la tua storia. Prepara un documento con numeri, prospettive e richieste.
- Non distribuire tutti gli utili. Tenere il risultato a riserva mostra alla banca che l'azienda si capitalizza, non che si svuota.
Il passo più piccolo, domani mattina: richiedi la tua Centrale dei Rischi. È gratuita, si ottiene sul portale della Banca d'Italia o tramite la banca. Controlla accordato, accordato operativo, utilizzato e sconfini, e incrocia i numeri con i tuoi fidi. Poi fissa un appuntamento con il gestore e chiedi quali fattori del tuo merito creditizio sono cambiati rispetto a dodici mesi fa. Da lì parti con le tre mosse dei primi sei mesi.
Domande frequenti
Posso chiedere alla mia banca qual è il mio rating?
Non c’è un obbligo di legge che imponga alla banca di comunicare il rating interno. Una domanda diretta può insospettire il gestore. La strada utile è chiedere quali fattori sono migliorati o peggiorati rispetto all’anno precedente: la banca spiega più volentieri i driver che il punteggio.
Essere segnalato in Centrale dei Rischi vuol dire essere un cattivo pagatore?
No. Vuol dire solo avere verso un intermediario un credito o una garanzia pari o superiore a 30.000 euro, 250 per le sofferenze. La Centrale dei Rischi è la storia creditizia dell’azienda, non una lista di cattivi pagatori. Molte imprese sane sono regolarmente segnalate.
Quanto tempo serve per migliorare il rating bancario?
Dipende dalla leva. L’andamentale, sconfini e utilizzo dei fidi, si normalizza in 3-6 mesi. La componente di bilancio si aggiorna alla prima delibera dopo il deposito, quindi 9-12 mesi. La qualitativa, governance, diversificazione clienti, certificazioni, richiede 12-24 mesi.
Il rating MCC è lo stesso del rating bancario interno?
No. Il rating MCC è il modello di Mediocredito Centrale per accedere al Fondo di Garanzia, con scala da 1 a 12 e comunicato in istruttoria. Il rating bancario interno usa modelli proprietari di ogni banca e di norma non viene comunicato. Si correlano ma non coincidono.
Uno sconfinamento di un solo giorno peggiora il rating?
Viene segnalato e pesa sull’andamentale, ma un episodio isolato pesa molto meno di uno sconfinamento persistente oltre i 90 giorni. Il problema sono gli sconfini ricorrenti, che segnalano tensione di liquidità strutturale. Meglio rinegoziare il fido per tempo.
Posso calcolare da solo il mio rating bancario?
No, i modelli sono proprietari di ogni banca. Ma puoi calcolare gli stessi indicatori che alimentano quei modelli: PFN/EBITDA, DSCR e utilizzo dei fidi. Conoscere questi tre numeri ti dice su quali leve stai già perdendo punti, senza bisogno del punteggio esatto.