In due righe
- Part time o full time si decide sul lavoro vero del ruolo, non sulla persona che hai in mente.
- Misura tre cose: le ore di lavoro reale a settimana, se il carico è costante o a ondate, quanto costa gestire una persona in più.
- Spezzare un ruolo in più part time non riduce le ore pagate: nell'esempio sotto aggiunge 1.440 euro l'anno di sola gestione.
- Ore supplementari, clausole elastiche e forma scritta hanno regole precise: controlla il CCNL applicato.
Part time o full time? Scegli in base al lavoro, non alla persona. Misura quante ore di lavoro vero servono a settimana e quanto cambiano da un giorno all'altro. Se il carico è costante e riempie un orario pieno, il full time costa meno per ogni ora produttiva e richiede meno coordinamento. Se il lavoro vero è meno di un orario pieno o arriva a ondate, il part time evita ore pagate ma vuote. Ogni persona in più costa tempo di gestione: contalo prima di dire che il part time risparmia.
Come si sceglie tra part time e full time? Tre domande sul lavoro, non sulla persona
Il full time è, di regola, un orario di 40 ore settimanali o quello inferiore fissato dal CCNL. Il CCNL, contratto collettivo nazionale di lavoro, è l'accordo tra sindacati e associazioni dei datori che stabilisce orari, minimi di paga e regole di un settore. Il part time è un rapporto di lavoro subordinato con un orario inferiore a quello pieno.
Il metodo ha tre passi, in quest'ordine:
- Quante ore di lavoro reale servono a settimana. Non quelle del contratto: quelle che il ruolo genera davvero.
- Se il carico è costante o ciclico, giorno per giorno e stagione per stagione.
- Quanto costa in gestione ogni persona in più. Selezione, formazione, turni, colloqui, assenze da coprire.
Il costo pieno si calcola così: ore pagate per costo orario, più il numero di persone per le ore di gestione di ciascuna, valutate al costo orario di chi gestisce.
La regola è secca: prima fissi il profilo del ruolo, poi cerchi la persona. Se parti da quella che hai già, l'orario si cuce su di lei e non sul lavoro. Se la ricerca stessa è il problema, parti da come trovare personale quando nessuno risponde agli annunci.
Quante ore di lavoro reale servono davvero a questo ruolo?
Per misurarle bastano cinque giorni. Segna cosa arriva, a che ora e quante ore di lavoro genera, poi somma. Guarda anche come si distribuiscono: un picco al mattino e il vuoto nel pomeriggio non si coprono come un flusso continuo.
Facciamo un conto su un'azienda tipo: un ufficio ordini con 26 ore di lavoro vero a settimana. Un full time da 40 ore paga 14 ore che non producono.
Il costo orario aziendale è il costo totale annuo di una persona (retribuzione, contributi, TFR, ratei) diviso le ore effettivamente lavorate. Per capire cosa ci entra dentro, leggi quanto costa davvero un dipendente oltre allo stipendio. Ipotizziamo 20 euro l'ora e 46 settimane lavorate:
14 ore × 20 euro × 46 settimane = 12.880 euro l'anno di ore pagate e non produttive.
Sono numeri dell'esempio, non una media. Fai il conto con i tuoi: ore vuote a settimana × costo orario × settimane lavorate.
Non misurare il carico in una settimana anomala. Un picco o una settimana di ferie falsano il conto, e poi disegni un orario su un'eccezione.
Quanto costa coprire 60 ore a settimana: un full time più un part time, o tre part time?
Mettiamo un'azienda che deve coprire 60 ore a settimana. Ipotesi dell'esempio: 20 euro l'ora di costo aziendale, 46 settimane, 4 ore al mese di gestione per persona valutate 30 euro l'ora. Sono assunzioni di lavoro, non rilevazioni.
| Voce |
Un full time (40 h) + un part time (20 h) |
Tre part time (20 h ciascuno) |
| Ore pagate a settimana |
60 |
60 |
| Costo orario aziendale (ipotesi) |
20 euro |
20 euro |
| Costo delle ore in 46 settimane |
55.200 euro |
55.200 euro |
| Persone da gestire |
2 |
3 |
| Gestione per persona (ipotesi: 4 h al mese a 30 euro l'ora) |
1.440 euro l'anno |
1.440 euro l'anno |
| Costo di gestione totale |
2.880 euro |
4.320 euro |
| Costo totale annuo |
58.080 euro |
59.520 euro |
| Quota di copertura persa se manca una persona |
Fino a 40 ore su 60 |
20 ore su 60 |
Le ore sono le stesse, quindi il costo delle ore è identico. Cambia solo la gestione: la differenza di 1.440 euro è tutta lì. In questo esempio il part time non fa risparmiare.
Cosa compri con quei 1.440 euro è elasticità: se una persona manca, perdi al massimo 20 ore su 60 invece di 40. A questo si aggiungono selezione e formazione di ogni persona in più, che entrano con la stessa formula: costo per persona × persone in più.
Se le assenze pesano o servono fasce di orario precise, quel prezzo può essere giusto. Se il carico è costante, sono soldi spesi per niente.
Cosa cambia per legge se assumi a tempo parziale?
Le regole base stanno nel D.Lgs. 81/2015 e nella pagina del Ministero del Lavoro sul tempo parziale. Molte percentuali valgono quando il CCNL non dispone altro, e molti CCNL dispongono altro: leggi quello che applichi (vedi quale CCNL si applica alla tua azienda) e fai controllare il contratto al consulente del lavoro.
- Forma. Il contratto è scritto e indica durata e collocazione dell'orario.
- Tipi. Il part time orizzontale riduce l'orario ogni giorno. Il verticale concentra il lavoro in alcuni giorni, settimane o mesi. Il misto combina i due.
- Lavoro supplementare. È il lavoro svolto da un part time oltre l'orario concordato, ma entro l'orario normale a tempo pieno. Se il CCNL tace, la maggiorazione è del 15% sulla retribuzione globale di fatto e il tetto è il 25% delle ore settimanali concordate. La retribuzione globale di fatto è la retribuzione complessiva effettivamente percepita, con tutte le voci fisse e continuative e non solo la paga base. Il lavoratore può rifiutare per comprovate esigenze di lavoro, salute, famiglia o formazione.
- Clausola elastica. È un patto scritto con cui puoi aumentare la durata della prestazione, con preavviso di due giorni lavorativi e maggiorazione del 15%. Il tetto è il 25% della prestazione annua.
- Variazioni. Passare da full time a part time, o il contrario, richiede l'accordo scritto delle parti. Il rifiuto di concordare variazioni dell'orario non è giustificato motivo di licenziamento. Se la richiesta parte dal dipendente, è un altro caso: come valutare la richiesta di un dipendente che chiede il part time.
Un esempio sulle ore supplementari, con ipotesi dichiarate: part time da 20 ore a 15 euro l'ora di retribuzione globale di fatto. Quattro ore supplementari con maggiorazione costano 4 × 15 × 1,15 = 69 euro, contro 60 senza. Il tetto del 25% è 5 ore a settimana, se il CCNL tace.
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Quando conviene il full time e quando il part time? La griglia di decisione
Per la maggioranza delle PMI, un ruolo con carico costante e formazione lunga va a full time. Il part time si usa per i picchi e per coprire fasce di orario precise. Per ogni riga, vedi da che parte pende il tuo ruolo.
| Domanda |
Pende verso il full time |
Pende verso il part time |
| Com'è il carico? |
Costante per tutta la settimana |
A ondate, per giorni o per stagioni |
| Che tipo di ruolo è? |
Presidio continuo che nessuno sostituisce |
Ruolo di punta, serve nelle ore di picco |
| Quanto pesa la formazione? |
Lunga: meglio investire su una persona sola |
Breve: si impara in poche settimane |
| Quanto costa un'assenza? |
Poco: c'è già chi sostituisce |
Molto: più persone distribuiscono il rischio |
| Serve continuità col cliente? |
Sì: il cliente vuole sempre la stessa persona |
No: contano le fasce orarie |
| Quanti ruoli sono già part time? |
Pochi: ogni persona in più pesa su chi gestisce |
Molti e già organizzati: la gestione è già pagata |
Se quattro righe su sei pendono da una parte, hai la risposta. Se è un pareggio, parti dal full time e aggiungi un part time solo per le fasce scoperte.
Cosa dice il part time involontario sul candidato che ti arriva?
Il part time involontario è quello di chi lavora a orario ridotto perché non ha trovato un lavoro a tempo pieno. Secondo l'Istat nel 2024 è il 49,8% del part time complessivo (era il 53,2%) e l'8,5% degli occupati. Il dato riguarda tutti gli occupati, non solo le PMI.
Serve a una cosa: chi accetta un part time perché non ha trovato un full time è ragionevole che continui a cercarlo altrove. Se il ruolo è full time, non offrire il part time come ripiego.
Sul settore, il registro Asia-Occupazione dell'Istat (anno 2023, imprese dell'industria e dei servizi) mostra almeno un dipendente su tre a tempo parziale in «altri servizi» e in «commercio, trasporto e magazzinaggio, alloggio e ristorazione». Nell'industria e nelle costruzioni il tempo pieno è quasi assoluto.
Cosa non fare quando scegli l'orario
- Non spezzare un ruolo in tre part time per risparmiare. Le ore sono le stesse e cresce la gestione, come nel conto sopra.
- Non usare le ore supplementari come orario fisso nascosto. Hanno maggiorazione e limiti, e il rifiuto del lavoratore va rispettato. Se servono sempre quelle ore, l'orario del contratto è sbagliato.
- Non scrivere il contratto con l'orario vago. Se manca la durata della prestazione, su domanda del lavoratore il rapporto diventa a tempo pieno dalla sentenza. Se manca solo la collocazione, la decide il giudice. In entrambi i casi c'è un risarcimento per il periodo precedente.
- Non partire dalla persona che hai già. Definisci prima il ruolo. E non confondere orario e durata: sono scelte indipendenti, e la seconda sta in determinato o indeterminato.
Domani mattina prendi il ruolo che ti preoccupa di più. Per cinque giorni segna le ore di lavoro vero, poi calcola le ore vuote × costo orario × settimane. Quando il profilo è chiaro, ripassa le dieci domande da chiudere prima di aprire la ricerca.
Domande frequenti
Il part time costa meno al datore di lavoro di un full time?
Costa meno in valore assoluto, perché paghi meno ore. Per ora lavorata non è detto: ogni persona in più richiede selezione, formazione e gestione, e questi costi si sommano alle ore. Il part time conviene quando le ore a tempo pieno resterebbero in parte vuote. Fai il conto con le tue ore reali, non con quelle del contratto.
Posso chiedere a un dipendente part time di lavorare più ore del previsto?
Sì, entro i limiti del CCNL. Le ore oltre l’orario concordato sono lavoro supplementare, con maggiorazione del 15% se il contratto collettivo non dispone altro. Se il CCNL non lo disciplina, il tetto è il 25% delle ore settimanali concordate e il lavoratore può rifiutare per comprovate esigenze di lavoro, salute, famiglia o formazione.
Cosa succede se nel contratto part time non scrivo l’orario?
Il contratto part time va scritto e indica durata e collocazione dell’orario. Se manca la durata, su domanda del lavoratore il rapporto è dichiarato a tempo pieno dalla sentenza; se manca la collocazione la decide il giudice. In entrambi i casi c’è un risarcimento per il periodo precedente. Fai verificare il testo al consulente del lavoro.
Il dipendente può rifiutarsi di passare da full time a part time, o il contrario?
Sì. La trasformazione richiede l’accordo scritto delle parti. Il rifiuto del lavoratore di concordare variazioni dell’orario non è giustificato motivo di licenziamento. Se vuoi cambiare l’orario di una persona già in organico, prima della decisione serve una conversazione, poi un accordo per iscritto.
Quante ore dura il full time in Italia?
Di regola 40 ore settimanali, oppure l’orario inferiore stabilito dal contratto collettivo applicato. Il part time è un orario inferiore a quello pieno. Se ti chiedi se esista un minimo di ore per il part time, controlla cosa prevede il tuo CCNL e chiedi conferma al consulente del lavoro.