In due righe
- Una landing page è una pagina singola con un solo obiettivo: un contatto o un acquisto.
- Il tasso di conversione mediano è il 6,6% nel Q4 2024, secondo Unbounce: sotto questa soglia c'è margine.
- La struttura che funziona: promessa chiara, una sola CTA, form corto, niente menu.
- Prima di scrivere, fai il conto di quanto vale un lead per la tua azienda.
Una landing page che converte è una pagina singola con un solo obiettivo: far compiere al visitatore una sola azione, di solito lasciare un contatto o comprare. Per costruirla metti una promessa chiara, una sola CTA e un form corto, e togli tutto il resto: menu, link in uscita, foto stock, pulsanti concorrenti. Il riferimento è il tasso di conversione mediano del 6,6% nel Q4 2024 calcolato da Unbounce su 41.000 pagine: sotto quel valore la pagina ha margine. Prima di scrivere una riga, decidi cosa vuoi che il visitatore faccia.
Cos'è una landing page (e perché non è la home del tuo sito)
Una landing page è una pagina web singola progettata per un solo obiettivo di conversione. Conversione è l'azione specifica che vuoi dal visitatore: lasciare nome ed email, richiedere un preventivo, comprare. La homepage racconta tutta l'azienda, ha menu, link, sezioni. Una landing page elimina tutto questo e conduce il visitatore verso una sola azione.
Chi arriva da un annuncio Google Ads o Meta Ads è già caldo: ha cliccato per un motivo preciso. Se lo scarichi su una homepage con dieci percorsi, perdi la spinta. Per generare quei clic serve un sistema di acquisizione clienti, non un singolo pezzo: parti dal sistema per trovare nuovi clienti quando finisce il passaparola.
Cosa mettere in una landing page, nell'ordine in cui si legge
L'ordine degli elementi non è un vezzo da designer: segue il modo in cui il visitatore decide se restare o tornare indietro.
- Il titolo fa una promessa in una frase. Non «Benvenuti nel nostro sito», ma «Il preventivo fotovoltaico in 24 ore, senza sopralluogo».
- Il sottotitolo spiega come la mantieni: «Ti diciamo subito se il tuo tetto conviene, con i dati GSE».
- Tre benefici in bullet rispondono alla domanda «cosa ci guadagno?».
- La riprova sociale, come recensioni o casi reali, riduce il rischio percepito.
- Una sola CTA con verbo d'azione: «Richiedi il preventivo».
- Il form con tre campi: nome, email, telefono.
La promessa e la CTA stanno above the fold, cioè la parte della pagina visibile senza scorrere.
| Elemento |
Da mettere |
Da togliere |
| Titolo |
Una promessa in una frase, orientata al beneficio |
Benvenuti nel nostro sito, azienda leader dal 1985 |
| Navigazione |
Nessun menu, al massimo il logo |
Menu, footer con link, link al blog |
| CTA |
Una sola, con verbo d'azione: richiedi il preventivo |
Pulsanti Invia, clicca qui, e più CTA concorrenti |
| Form |
Tre campi essenziali: nome, email, telefono |
Dieci o più campi obbligatori |
| Immagini |
Foto reale del prodotto, del lavoro o del risultato |
Foto stock con persone generiche |
| Distrazioni |
Una pagina lineare, un solo percorso |
Slider, popup, banner animati |
Cosa togliere: le 7 cose che rubano conversioni
Ogni elemento che non serve all'unico obiettivo è una via di fuga. Questi sono i sette colpevoli più comuni.
- Menu di navigazione. Offre alternative e disperde l'attenzione. Al massimo tieni il logo.
- Link in uscita. Blog, social, altre pagine: ogni link è una porta aperta verso l'abbandono.
- Seconda CTA. Non aggiungere una seconda CTA «per sicurezza»: due opzioni rendono incerta la scelta. Una sola azione possibile, un solo pulsante.
- Foto stock. Persone generiche in riunione non dicono nulla del tuo lavoro. Usa foto reali del prodotto, del cantiere, del risultato.
- Form lunghi. Ogni campo che non usi per ricontattare è un motivo per mollare.
- Slider. Ruotano messaggi diversi e spostano l'attenzione dalla CTA.
- Popup. Interrompono la lettura e, su mobile, bloccano la pagina.
Il punto è ridurre l'attrito, non aggiungere sezioni.
Quanto vale una conversione per te: il conto in tre numeri
Facciamo un conto su un'azienda tipo: un impiantista fotovoltaico. I numeri sono ipotesi trasparenti, non rilevazioni. Li sostituisci con i tuoi.
- Ticket medio: 12.000 euro.
- Margine lordo: 25%, cioè 3.000 euro a cliente.
- Traffico: 1.000 visite al mese sulla pagina.
Con il tasso di conversione mediano del 6,6% nel Q4 2024, ottieni 66 contatti. Se chiudi il 20% dei contatti, sono 13 clienti, cioè 39.000 euro di margine al mese.
Metti lo stesso traffico sulla homepage, che in genere converte intorno all'1%: 10 contatti, 2 clienti, 6.000 euro di margine. La differenza vale 33.000 euro al mese, a parità di spesa pubblicitaria.
Se non conosci il tuo tasso di chiusura, calcolalo con il tasso di conversione dei preventivi. Il conto vale più di qualsiasi regola generica: ti dice quanto puoi spendere per portare un visitatore sulla pagina prima di andare in perdita.
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La regola semplice è: meno campi, più conversioni. Ma non è sempre vera. I dati di Unbounce mostrano che oltre sette campi le conversioni risalgono, quando quei campi servono a personalizzare l'offerta.
Per una PMI che vende con preventivo, il punto di partenza è tre campi: nome, email, telefono. Chiedi solo ciò che ti serve per ricontattare. Se per fare un preventivo ti servono dati tecnici, aggiungi un campo alla volta e misura se il tasso regge.
Non chiedere la partita IVA al primo contatto se non ti serve per qualificare il lead: ogni campo che non usi è un motivo per abbandonare.
Il match tra annuncio e pagina: la cosa che raddoppia o dimezza tutto
Il message match è la coerenza tra il messaggio dell'annuncio e il contenuto della pagina di destinazione. Se l'annuncio promette uno sconto del 20% e la pagina parla d'altro, il visitatore torna indietro.
Prima di toccare il design, apri l'annuncio e la pagina una di fianco all'altra e controlla: stessa promessa nel titolo, stessa offerta, stessa immagine se c'è. Questo controllo vale più di qualunque A/B test sulla posizione della CTA.
Se stai decidendo dove investire, leggi Google Ads o Meta Ads: dove mettere i primi mille euro di pubblicità.
Come si misura se la pagina funziona, senza comprare strumenti
Il tasso di conversione si calcola così: conversioni diviso visitatori, moltiplicato per 100. Con 66 contatti su 1.000 visite, è il 6,6%. Per misurarlo ti basta Google Analytics, anche nella versione gratuita.
Guarda i dati dopo almeno due settimane: con poche visite il tasso balla troppo. Poi controlla la velocità mobile. Secondo Google, il 53% delle visite mobile viene abbandonato se la pagina non si carica entro 3 secondi. Usa Google PageSpeed Insights per il test.
Per collegare la pagina ai canali e capire cosa porta davvero clienti, usa come scoprire da dove arrivano davvero i clienti. Prima di attivare traffico, passa dalla checklist prima di lanciare una campagna.
Domani mattina prendi la pagina che riceve traffico a pagamento e togli il menu. Solo quello. Guarda cosa succede nelle due settimane successive. Se il tasso non sale, il problema è il messaggio, non il menu.
Domande frequenti
Cos’è una landing page?
Una pagina web singola costruita per un solo obiettivo, di solito raccogliere un contatto o vendere. A differenza della homepage, che mostra tutta l’azienda, la landing page elimina menu e distrazioni e guida il visitatore verso una sola azione.
Qual è un buon tasso di conversione per una landing page?
Il tasso mediano è il 6,6% secondo Unbounce, che ha analizzato 41.000 pagine nel Q4 2024. Sopra il 10% la pagina è buona. Ma il numero che conta è il tuo: confronta il costo per contatto con il valore del contatto.
Quanti campi deve avere il form?
Parti da tre: nome, email, telefono. In generale meno campi portano più conversioni, ma se il form serve a personalizzare un preventivo puoi aggiungerne qualcuno. La regola è chiedere solo i dati che ti servono davvero per ricontattare.
Devo togliere il menu di navigazione dalla landing page?
Sì, quasi sempre. Il menu offre vie di fuga e disperde l’attenzione. Se il tuo servizio è costoso e il visitatore vuole capire chi sei, puoi tenere solo il logo e un link alla pagina chi siamo, ma la CTA resta l’unico vero obiettivo.
Landing page lunga o corta?
Dipende dal prezzo. Per un’offerta semplice e sotto i 150 euro basta una pagina corta. Per un servizio da migliaia di euro serve più spazio per spiegare metodo, prove e risposte alle obiezioni. Per una PMI che vende con preventivo, una pagina media ben scritta basta.
Quanto costa fare una landing page per una PMI?
Da poche centinaia di euro a oltre mille, a seconda di chi la costruisce. Prima di spendere, fai il conto di quanto vale un contatto: se un cliente vale 3.000 euro di margine, anche una pagina da 1.000 euro si ripaga con un solo cliente.