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Home » HR e Recruiting » Formazione obbligatoria per dipendenti: cosa prevede la legge e come organizzarsi in una PMI

HR e Recruiting

Formazione obbligatoria per dipendenti: cosa prevede la legge e come organizzarsi in una PMI

20/10/2026

In due righe

  • Gli obblighi formativi di una PMI sono quattro blocchi: sicurezza sul lavoro, emergenze, privacy e settori specifici come HACCP.
  • Il nuovo Accordo Stato-Regioni 59/2025 impone un corso di 16 ore anche al datore di lavoro, termine 24 maggio 2027.
  • Ogni figura ha durate e aggiornamenti diversi: il registro delle scadenze è lo strumento che li tiene insieme.
  • La formazione online non è ammessa per preposti, rischio medio e alto, parti pratiche e moduli B e C di RSPP.

La formazione obbligatoria dei dipendenti non è solo il corso sulla sicurezza. In una PMI gli obblighi si dividono in quattro blocchi con scadenze diverse: sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008 e nuovo Accordo Stato-Regioni 59/2025), addetti antincendio e primo soccorso, privacy per chi tratta dati personali (GDPR) e, in certi settori, HACCP o modelli 231. Saltarli non costa solo la sanzione: in caso di infortunio, un attestato scaduto aggrava la posizione del datore di lavoro. Lo strumento più utile è un registro che dica per ogni persona quale corso serve e quando scade.

In questa pagina

  1. La mappa della formazione obbligatoria: non esiste solo la sicurezza
  2. Sicurezza sul lavoro: chi si forma, quante ore, ogni quanto
  3. La novità che quasi tutti ignorano: il datore di lavoro deve formarsi
  4. Antincendio e primo soccorso: gli addetti alle emergenze
  5. Privacy e GDPR: la formazione che le PMI dimenticano
  6. I settori con obblighi in più: alimentare, 231, lavori su strada
  7. Come organizzarsi: il registro della formazione in quattro colonne
  8. Facciamo il conto su una PMI da 12 persone
  9. Cosa rischia chi non forma: sanzioni e aggravanti
  10. Domande frequenti

La mappa della formazione obbligatoria: non esiste solo la sicurezza

La formazione obbligatoria dei dipendenti non è un unico pacchetto. È un insieme di obblighi che nascono in luoghi diversi e hanno scadenze diverse. Prima di tutto, due definizioni per orientarsi: l'RSPP è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, la figura che coordina in azienda le attività di prevenzione dei rischi. L'ASPP è l'Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione, che affianca l'RSPP. Il preposto è la persona che sovrintende al lavoro di altri e vigila sul rispetto delle regole di sicurezza. L'RLS è il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, eletto o designato dai lavoratori.

La tabella qui sotto mette in fila la mappa per figura, con durate e aggiornamenti. Dopo la tabella spieghiamo i singoli blocchi e le trappole.

Figura Corso Durata base Aggiornamento Norma
Datore di lavoro Corso base sicurezza 16 ore 6 ore ogni 5 anni ASR 59/2025
Datore di lavoro-RSPP Modulo comune (+ tecnico in 4 settori) 8 ore (+16) 8 ore ogni 5 anni ASR 59/2025
Lavoratori Generale + specifica 4 + 4/8/12 ore 6 ore ogni 5 anni ASR 59/2025
Preposti Corso preposto 12 ore 6 ore ogni 2 anni ASR 59/2025
Dirigenti Corso dirigente 12 ore 6 ore ogni 5 anni ASR 59/2025
RSPP / ASPP Moduli A + B + C 28 + 48 + 24 ore 40h RSPP / 20h ASPP ogni 5 anni ASR 59/2025
RLS Corso RLS 32 ore 4-8 ore ogni anno D.Lgs. 81/08 art. 37
Addetti antincendio Livello 1 / 2 / 3 4 / 8 / 16 ore ogni 5 anni D.M. 2/9/2021
Addetti primo soccorso Gruppo A / B-C 16 / 12 ore ogni 3 anni D.M. 388/2003
Chi tratta dati personali Istruzione privacy non fissata al variare dei trattamenti GDPR art. 32
Addetti alimenti (se OSA) HACCP definita dalle Regioni periodica Reg. CE 852/2004

Quando assume una persona nuova, il datore di lavoro deve garantire che la formazione sia completata prima di destinarla alla mansione. Se poi il problema è trovare le persone giuste, c'è un'altra mappa: come trovare personale quando nessuno risponde agli annunci. Ma se l'azienda esiste già, il punto è capire cosa scade e cosa no.

Sicurezza sul lavoro: chi si forma, quante ore, ogni quanto

L'Accordo Stato-Regioni 59/CSR del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025, ha sostituito le regole del 2011. È entrato in vigore il 24 maggio 2025 e il periodo transitorio si è chiuso il 24 maggio 2026: oggi si applica per intero. Il Ministero del Lavoro tiene le FAQ ufficiali.

I lavoratori ricevono una formazione generale di 4 ore più una specifica legata al rischio dell'attività: 4 ore per rischio basso, 8 per medio, 12 per alto. L'aggiornamento è di 6 ore ogni 5 anni. I preposti fanno un corso di 12 ore e si aggiornano ogni 2 anni con 6 ore: qui sta la differenza con il passato, che quasi nessuno applica. I dirigenti fanno 12 ore e aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. RSPP e ASPP seguono i moduli A, B e C (28 + 48 + 24 ore) e si aggiornano ogni 5 anni: 40 ore l'RSPP, 20 l'ASPP. L'RLS fa 32 ore e si aggiorna ogni anno con 4-8 ore.

Non far fare online la formazione specifica a un operaio di un'azienda a rischio medio. L'Accordo esclude l'e-learning per i preposti, per la specifica a rischio medio o alto e per i moduli B e C di RSPP e ASPP. Le parti pratiche si fanno sempre in presenza.

La novità che quasi tutti ignorano: il datore di lavoro deve formarsi

Dal 24 maggio 2025 ogni datore di lavoro ha un corso obbligatorio da 16 ore. Vale anche per chi ha nominato un RSPP esterno: la nomina non esonera. Se il datore di lavoro era in carica al 24 maggio 2025, ha tempo fino al 24 maggio 2027. Chi assume la carica dopo ha 24 mesi dalla nomina.

Questa è la sanzione più probabile per le PMI che non si aggiornano. Molti titolari pensano che la formazione riguardi solo i dipendenti. Non è più così dal 2025. Il vecchio Accordo 2011 non prevedeva un corso specifico per il datore di lavoro; il nuovo sì, e con scadenza ravvicinata.

Antincendio e primo soccorso: gli addetti alle emergenze

Questi due percorsi hanno fonti autonome e non sono toccati dall'Accordo 2025. Vanno comunque presidiati.

Per l'antincendio il riferimento è il D.M. 2 settembre 2021. Tre livelli di rischio: livello 1 da 4 ore, livello 2 da 8 ore, livello 3 da 16 ore. Il rinnovo è ogni 5 anni. Per il primo soccorso il riferimento è il D.M. 388/2003. Le aziende del gruppo A fanno 16 ore, quelle dei gruppi B e C fanno 12 ore. Il rinnovo è ogni 3 anni.

La trappola è pensare che basti il corso sulla sicurezza. Un addetto antincendio non è automaticamente formato se ha fatto solo il modulo lavoratori. Servono nomine esplicite e attestati distinti.

Privacy e GDPR: la formazione che le PMI dimenticano

Il GDPR non fissa una cadenza obbligatoria. L'articolo 32 impone però che chi tratta dati personali sia istruito, e il principio di accountability richiede di poter dimostrare che l'istruzione c'è stata. Il Garante per la protezione dei dati personali sanziona la mancanza di formazione come violazione organizzativa.

In pratica: chiunque in azienda tratti dati di clienti o dipendenti deve ricevere un'istruzione documentata. Non ha una scadenza fissa, ma va rinnovata quando cambiano i trattamenti o gli strumenti. Un amministrativo che oggi usa un gestionale nuovo dovrebbe rifarla. Il consiglio è di registrare la data e il contenuto anche qui, nello stesso registro.

I fondi interprofessionali possono aiutare a coprire parte dei costi: c'è un approfondimento su come usare i fondi interprofessionali per pagare parte della formazione.

Lo strumento

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I settori con obblighi in più: alimentare, 231, lavori su strada

Alcuni settori aggiungono obblighi specifici. Per chi manipola alimenti c'è l'HACCP, il sistema di analisi dei pericoli e controllo dei punti critici nella sicurezza degli alimenti. Il riferimento è il Reg. CE 852/2004, Allegato II, Capitolo XII. Le durate non sono definite a livello nazionale: le stabiliscono le Regioni, quindi non esiste un numero unico da riportare.

Per chi ha adottato un modello organizzativo 231, il D.Lgs. 231/2001 impone un dovere di formazione coerente con il modello. Per chi opera su strada, il D.M. 22 gennaio 2019 definisce i contenuti minimi della formazione per i lavoratori addetti a cantieri stradali.

Non trattare questi obblighi come accessori. Un controllo in un'attività alimentare che trova dipendenti senza HACCP può colpire tanto quanto la sicurezza.

Come organizzarsi: il registro della formazione in quattro colonne

Lo strumento più utile non è un software: è una tabella con quattro colonne. Nome della persona, corso obbligatorio, data dell'ultimo attestato, prossima scadenza.

Per costruirla, segui questi passi.

  1. Elenca tutte le figure della tua azienda, ruolo per ruolo.
  2. Assegna a ciascuna i corsi obbligatori in base alla mappa qui sopra.
  3. Recupera gli attestati e segna la data di ogni ultimo corso.
  4. Calcola la prossima scadenza usando la colonna "Aggiornamento" della tabella e controlla ogni gennaio.

Chi la tiene aggiornata? Una persona, non un ufficio. In una PMI può essere l'addetto amministrativo o il titolare stesso. L'importante è che il registro sia consultabile da chi decide. Non buttare gli attestati in un cassetto senza data: un attestato senza data è come non averlo.

Questa è formazione obbligatoria. La formazione volontaria, come quella per migliorare le competenze tecniche, è un altro discorso: la formazione volontaria, che è un discorso diverso. E per gli obblighi di sicurezza che vanno oltre la formazione, come DVR e sorveglianza sanitaria, c'è la guida su gli obblighi di sicurezza sul lavoro oltre la formazione.

Facciamo il conto su una PMI da 12 persone

Facciamo un conto su un'azienda tipo. Una metalmeccanica con 12 persone, rischio medio. Due soci (uno è il datore di lavoro), un amministrativo, un commerciale e otto operai. Tra gli otto operai, due sono capireparto. Sono numeri dichiaratamente ipotetici: servono a capire il metodo, non a prevedere i costi.

Il datore di lavoro deve fare il corso base da 16 ore entro il 24 maggio 2027, perché era in carica prima del 24 maggio 2025. I dieci dipendenti (l'amministrativo, il commerciale e gli otto operai) fanno le 4 ore generali più 8 ore di specifica per rischio medio: 12 ore ciascuno, da completare prima di iniziare la mansione. I due capireparto, se formalizzati preposti, fanno in più il corso preposto da 12 ore con aggiornamento di 6 ore ogni 2 anni.

Per le emergenze servono 2 addetti antincendio (livello 2, 8 ore, rinnovo ogni 5 anni) e 2 addetti primo soccorso (gruppo B, 12 ore, rinnovo ogni 3 anni). Amministrativo e commerciale trattano dati di clienti e dipendenti: istruzione privacy documentata, da rinnovare quando cambiano trattamenti o strumenti.

Sommando le ore del primo anno: 16 per il datore di lavoro, 120 per i dieci dipendenti, 24 per i due preposti, 40 per gli addetti alle emergenze. Totale: circa 200 ore-persona, solo per gli obblighi. Rifai il conto con i tuoi numeri. È una stima trasparente, non una rilevazione.

Cosa rischia chi non forma: sanzioni e aggravanti

L'articolo 55 del D.Lgs. 81/2008 prevede che la mancata formazione dei lavoratori (articolo 37, comma 1) comporti l'arresto da due a quattro mesi o un'ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro. L'importo raddoppia oltre i 5 lavoratori e triplica oltre i 10. La fonte è TUSSL, articolo 55.

Ma il costo più grosso non è la sanzione amministrativa. È l'aggravante in caso di infortunio. Se un lavoratore si fa male e il giudice verifica che l'attestato era scaduto o assente, la posizione del datore di lavoro si aggrava. La formazione non è un adempimento formale: è la prova che l'azienda ha fatto il possibile per evitare il danno.

Il passo più piccolo che puoi fare domani mattina: prendi un foglio, elenca tutti i ruoli della tua azienda, scrivi accanto a ciascuno l'ultimo attestato e la prossima scadenza. È il tuo registro minimo. Poi, se il registro mostra buchi, si decide cosa fare prima.

Da leggere anche

  • Come trovare personale quando nessuno risponde agli annunci
  • Adeguati assetti organizzativi: cosa chiede la legge e cosa serve davvero a una PMI
  • Come organizzare la formazione interna in azienda quando non c’è un ufficio HR
  • Fondi interprofessionali per la formazione: come funzionano e come usarli

Domande frequenti

La formazione obbligatoria vale anche per part time e tempi determinati?

Sì. L’obbligo riguarda tutti i lavoratori, qualunque sia il contratto, perché il rischio dipende dalla mansione e non dalle ore lavorate. Un part time o un determinato riceve la stessa formazione di un tempo pieno che fa lo stesso lavoro.

Chi paga i corsi obbligatori?

Il datore di lavoro, che li organizza in orario di lavoro. Il lavoratore non paga nulla e non può essere obbligato a seguirli fuori dall’orario senza retribuzione. I costi restano in capo all’azienda.

Si può fare tutta la formazione online?

No. Con l’Accordo 59/2025 l’e-learning è escluso per i preposti, per la formazione specifica dei lavoratori a rischio medio e alto e per i moduli B e C di RSPP e ASPP. Le parti pratiche si svolgono sempre in presenza.

Gli attestati del vecchio accordo 2011 sono ancora validi?

Sì. L’Accordo 59/2025 riconosce la formazione pregressa come credito formativo: chi ha un percorso valido non lo ripete, ma prosegue con l’aggiornamento secondo le nuove scadenze.

Entro quando il datore di lavoro deve fare il nuovo corso?

Se era in carica al 24 maggio 2025, entro il 24 maggio 2027. Chi assume la carica dopo ha 24 mesi dalla nomina. Vale anche per chi ha nominato un RSPP esterno: è la novità più ignorata.

Cosa succede se salto un aggiornamento?

Un attestato scaduto equivale all’assenza di formazione. Per i lavoratori la sanzione è l’arresto da due a quattro mesi o l’ammenda fino a 7.403,96 euro, raddoppiata o triplicata sopra i 5 e i 10 lavoratori. In caso di infortunio la formazione mancante aggrava la posizione del datore di lavoro.

Fonti

  1. Ministero del Lavoro – Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 in materia di formazione
  2. Ministero del Lavoro – FAQ Accordo Stato-Regioni 59/2025
  3. Formazione Sicurezza – Accordo Stato-Regioni 2025: cosa cambia, durate e scadenze
  4. Servizio DPO – Formazione privacy: è obbligatoria per il GDPR?
  5. TUSSL – Art. 55 D.Lgs. 81/2008 (sanzioni per datore di lavoro e dirigente)

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