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Home » Numeri e Controllo di Gestione » Rendimento del capitale investito (ROI): come si calcola e quando è buono

Numeri e Controllo di Gestione

Rendimento del capitale investito (ROI): come si calcola e quando è buono

06/10/2026

In due righe

  • Il ROI è l'EBIT diviso per il capitale investito netto, espresso in percentuale.
  • Il capitale investito netto è immobilizzazioni nette più magazzino più crediti verso clienti, meno debiti verso fornitori.
  • Il valore è buono quando supera il costo del denaro: sopra il 7-8% per una PMI con prestiti al 4% crea valore.
  • Per migliorarlo si lavora su margine e rotazione: prezzi, costi, scorte, incassi.

Il rendimento del capitale investito (ROI) si calcola dividendo il reddito operativo (EBIT) per il capitale investito netto e moltiplicando per 100. Il capitale investito netto è la somma di immobilizzazioni nette e capitale circolante commerciale, dove il capitale circolante commerciale è magazzino più crediti verso clienti meno debiti verso fornitori. Un ROI del 10% significa 10 euro di reddito operativo ogni 100 euro impiegati. Il valore è buono quando supera il costo del denaro: per una PMI che paga prestiti intorno al 4%, un ROI sopra il 7-8% crea valore, sotto il costo del debito lo distrugge.

In questa pagina

  1. Cosa misura il rendimento del capitale investito
  2. La formula: EBIT diviso capitale investito netto
  3. Dove trovi i due numeri nel tuo bilancio
  4. Quando il ROI è buono: il confronto col costo del denaro
  5. ROI basso: è colpa del margine o della rotazione?
  6. ROI, ROE e ROA: non sono la stessa cosa
  7. Il ROI aziendale non è il ROI di un singolo investimento
  8. Domande frequenti

Cosa misura il rendimento del capitale investito

Il ROI misura quanto reddito operativo produce ogni 100 euro di capitale impiegato nell'azienda, indipendentemente da come quel capitale è finanziato. Non guarda i ricavi: guarda il rendimento del capitale. Due aziende con lo stesso fatturato possono avere ROI molto diversi, perché una tiene immobilizzato il doppio del capitale in magazzino e crediti.

Se il tema è nuovo, il punto di partenza è il controllo di gestione in una PMI: serve per avere i numeri in ordine prima di calcolare un indice. Il fatturato da solo non dice se l'azienda guadagna davvero, e il ROI è uno degli strumenti che lo smaschera.

La formula: EBIT diviso capitale investito netto

ROI = (EBIT / capitale investito netto) × 100

Il numeratore è l'EBIT, il reddito operativo: il risultato della gestione caratteristica prima degli oneri finanziari e delle imposte. Non è l'utile netto. L'utile netto include interessi e tasse, e con quello si calcola il ROE, non il ROI.

Il denominatore è il capitale investito netto (CIN). Si calcola così: immobilizzazioni nette più magazzino più crediti verso clienti, meno debiti verso fornitori. In forma compatta:

CIN = immobilizzazioni nette + magazzino + crediti verso clienti - debiti verso fornitori

La parte tra magazzino e crediti, al netto dei debiti verso fornitori, è il capitale circolante commerciale. I debiti si sottraggono una volta sola, dentro questa parentesi. Se hai dubbi sull'EBITDA, come si calcola l'EBITDA chiarisce il punto di partenza: qui però servono anche gli ammortamenti.

Dove trovi i due numeri nel tuo bilancio

Servono i bilanci riclassificati, non il bilancio civilistico. Se non li hai già, come leggere un bilancio riclassificato spiega da dove partire. Poi segui questi tre passi.

  1. Dal conto economico riclassificato prendi l'EBIT. Togli gli oneri finanziari e le imposte. Lasci fuori anche proventi e oneri straordinari o estranei alla gestione tipica.

  2. Dallo stato patrimoniale ricostruisci il capitale investito netto. Somma le immobilizzazioni nette al capitale circolante commerciale. Il capitale circolante commerciale è magazzino più crediti verso clienti meno debiti verso fornitori. Non sottrarre due volte i debiti: entrano solo in questa parentesi.

  3. Escludi le attività extra-operative. Investimenti finanziari non legati all'attività, immobili non operativi e crediti non commerciali vanno tolti. Se lasci tutto, misuri un'altra azienda.

Non partire dal totale attivo: quella è la strada del ROA. Il ROI vuole il capitale davvero impiegato nella gestione, non tutto ciò che compare a bilancio. Il capitale circolante netto è il pezzo che più spesso va ricostruito con attenzione.

Quando il ROI è buono: il confronto col costo del denaro

Non esiste una soglia universale. Il ROI va confrontato con il costo del denaro, il ROD, cioè il costo medio del debito, più un premio per il rischio del settore.

A ottobre 2025, secondo Banca d'Italia, i tassi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie erano al 3,52%; sui prestiti fino a un milione di euro, quelli tipici delle PMI, al 4,11%. Come riferimento qualitativo, iCRIBIS indica un ROI buono tra 8 e 9% e ottimale sopra il 10%.

Se il ROI è 6% e il costo del debito è 4%, l'azienda crea valore ma con margine stretto. Se il ROI scende sotto il ROD, la leva finanziaria è negativa: ogni euro preso a prestito rende meno di quanto costa. Non confrontare il ROI con una soglia fissa senza prima guardare il costo che paghi sul debito: 8% può essere ottimo per una PMI che paga prestiti al 4%, insufficiente per una che opera in un settore ad alto rischio.

ROI basso: è colpa del margine o della rotazione?

Quando il ROI è sotto il costo del denaro, il passo successivo è capire perché. La formula si scompone in due leve:

ROI = ROS × rotazione del capitale investito

Il ROS è il reddito operativo diviso per i ricavi. La rotazione è i ricavi divisi per il capitale investito netto.

Facciamo un conto su un'officina meccanica tipo con 9 dipendenti, 1,5 milioni di ricavi, 150.000 euro di EBIT e 1.200.000 di capitale investito netto. Il ROI è 150.000 / 1.200.000, cioè 12,5%. Il ROS è 150.000 / 1.500.000, cioè 10%. La rotazione è 1.500.000 / 1.200.000, cioè 1,25. Moltiplicando: 10% per 1,25 dà 12,5%.

Se il ROS è basso, il problema è di margine: prezzi troppo bassi o costi operativi alti. Se la rotazione è bassa, il problema è capitale bloccato: magazzino troppo alto, crediti che incassano tardi, immobilizzazioni poco produttive. Non partire sempre dai ricavi. Un'azienda con margine sano può avere ROI basso perché ha troppi soldi fermi in magazzino; aumentare le vendite senza toccare il capitale peggiora solo l'assedio di cassa.

Se l'officina riduce il magazzino di 100.000 euro, il capitale investito scende a 1.100.000 e, a parità di EBIT, il ROI sale a 13,6%: 150.000 / 1.100.000. Nessun intervento sui ricavi. Il capitale circolante netto e l'indice di rotazione del magazzino sono i due punti da guardare quando la rotazione è bassa.

Il passo successivo

I numeri servono a decidere, non a consuntivare. A Da Caos a Impresa, tre giorni a Bologna, si lavora sui tuoi.

Guarda Da Caos a Impresa

ROI, ROE e ROA: non sono la stessa cosa

Tre sigle, tre domande diverse. Confonderle porta a decisioni sbagliate.

Indice Formula Cosa misura A cosa serve leggerlo
ROI EBIT / capitale investito netto Quanto rende tutto il capitale impiegato nell'azienda Capire se l'azienda nel suo complesso crea valore
ROE Utile netto / patrimonio netto Quanto rende il capitale dei soci Capire quanto guadagna l'imprenditore sul capitale che ha messo
ROA Reddito operativo / totale attivo Quanto rendono gli asset, senza scorporare i debiti Confrontare l'efficienza fra aziende con diverso indebitamento
ROS Reddito operativo / ricavi Quanto margine resta su ogni euro venduto Capire se il problema è il margine sulle vendite

Non usare l'utile netto al posto dell'EBIT: otterresti il ROE, che misura il rendimento dei soci, non di tutto il capitale impiegato. E non confondere il totale attivo con il capitale investito netto: il totale attivo porta al ROA, un indice diverso.

Il ROI aziendale non è il ROI di un singolo investimento

Il ROI di cui parliamo misura il rendimento di tutta l'azienda in un esercizio. È diverso dal ritorno di un singolo progetto, come una macchina nuova o un'automazione. Per un macchinario si guardano payback, flussi di cassa e durata: è un calcolo di investimento. Per valutare un acquisto specifico si usano altri strumenti, come il conto del payback prima di firmare o il ROI di un'automazione in tre numeri.

Confondere i due piani fa sembrare un progetto ottimo quando invece il rendimento complessivo dell'azienda resta basso. Prima si misura la salute del capitale già impiegato, poi si decide se il nuovo investimento la migliora.

Domani mattina prendi l'ultimo bilancio riclassificato, estrai l'EBIT e ricostruisci il capitale investito netto. Dividi il primo per il secondo e confronta il risultato con il tasso che paghi sui finanziamenti. Se il ROI è sotto quel tasso, sai già che ogni decisione di investimento va subordinata a un intervento sul margine o sul capitale bloccato.

Da leggere anche

  • Controllo di gestione in una PMI: cosa serve davvero e da dove si parte
  • Capitale circolante netto: i soldi che hai bloccati senza saperlo
  • Budget investimenti in una PMI: come farlo senza confonderlo col budget operativo
  • Questo investimento conviene? Il conto che fai prima di firmare

Domande frequenti

Come si calcola il rendimento del capitale investito?

Si divide il reddito operativo (EBIT) per il capitale investito netto e si moltiplica per 100. Il capitale investito netto è la somma di immobilizzazioni e capitale circolante commerciale, dove il capitale circolante commerciale è magazzino più crediti verso clienti meno debiti verso fornitori. Il risultato è una percentuale: un ROI del 10% significa 10 euro di reddito operativo ogni 100 euro di capitale impiegato.

Qual è un buon ROI per una PMI?

Dipende dal costo del denaro. Se i prestiti costano il 4%, un ROI del 5% crea poco valore, uno del 10% crea valore. Come regola qualitativa, sotto il 5% il rendimento è debole, tra il 7 e il 9% è buono, sopra il 10% è ottimo, sempre a parità di rischio del settore.

Che differenza c’è tra ROI e ROE?

Il ROI misura il rendimento di tutto il capitale investito nell’azienda, finanziato con debiti o con capitale proprio. Il ROE misura solo il rendimento del capitale messo dai soci. Il ROE può essere alto anche solo per effetto dei debiti: per questo i due indici vanno letti insieme.

Il ROI si calcola sul bilancio civilistico o riclassificato?

Serve il bilancio riclassificato. Dal conto economico si prende l’EBIT, già depurato da oneri finanziari e imposte. Dallo stato patrimoniale si ricostruisce il capitale investito netto. Il bilancio civilistico da solo non espone questi aggregati: vanno riclassificati.

Un ROI negativo cosa significa?

Che il reddito operativo è negativo: la gestione caratteristica è in perdita, prima ancora di considerare interessi e tasse. È il campanello più grave, perché significa che l’attività tipica non copre i suoi costi. Va affrontato prima di ogni altra decisione di investimento.

Come si migliora il ROI?

Si agisce su due leve. Alzare il margine: aumentare i prezzi o ridurre i costi operativi. Oppure ridurre il capitale investito: meno scorte, crediti incassati prima, meno immobilizzazioni non produttive. La stessa riduzione di magazzino aumenta il ROI senza toccare le vendite.

Fonti

  1. FareNumeri: Redditività del capitale investito (ROI)
  2. Banca d’Italia, Banche e moneta (ottobre 2025)
  3. iCRIBIS: glossario ROI

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