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Home » Numeri e Controllo di Gestione » Come fare un conto economico previsionale per un nuovo progetto

Numeri e Controllo di Gestione

Come fare un conto economico previsionale per un nuovo progetto

20/10/2026

In due righe

  • Il conto economico previsionale di un progetto isola i numeri che cambiano solo se il progetto parte.
  • Dentro vanno ricavi e costi incrementali; fuori restano costi generali e voci già esistenti.
  • Si decide confrontando margine di contribuzione, punto di pareggio e una soglia minima di risultato.
  • Un progetto può avere utile positivo e cassa in rosso: il conto economico va letto insieme al cash flow.

Il conto economico previsionale di un progetto mette in fila i ricavi e i costi che nasceranno solo se il progetto parte, e calcola se il risultato vale l'investimento. Si costruisce in cinque passi: quantità e prezzo, costi variabili e fissi, margine di contribuzione, ammortamenti, confronto con una soglia minima. La regola è una sola: dentro ci vanno solo costi e ricavi incrementali, non quelli che l'azienda avrebbe comunque.

In questa pagina

  1. Che cos'è il conto economico previsionale di un progetto, e perché non è il budget aziendale
  2. Dentro ci vanno solo costi e ricavi incrementali
  3. Come stimi i ricavi del progetto: quantità, prezzo e tre scenari
  4. Come costruisci lo schema: il conto economico a margine di contribuzione
  5. Come decidi se fare o non fare: punto di pareggio e soglia minima
  6. Gli errori che fanno sembrare buono un progetto cattivo
  7. Domande frequenti

Che cos'è il conto economico previsionale di un progetto, e perché non è il budget aziendale

Il budget aziendale proietta tutta l'azienda su un anno. Il conto economico di progetto isola un solo progetto e risponde a una domanda: questo progetto, da solo, crea o distrugge utile? Confonderli fa passare un progetto cattivo perché coperto dai ricavi del resto dell'azienda. Se il progetto va in perdita ma il totale aziendale resta positivo, il problema esiste e va visto. Il punto di partenza per leggere il quadro completo è il controllo di gestione in una PMI. Per costruire la proiezione di tutta l'azienda, il metodo è come fare il budget aziendale annuale.

Dentro ci vanno solo costi e ricavi incrementali

Il criterio è una domanda: se il progetto non parte, questa voce esiste lo stesso? Se sì, non è un costo del progetto. I costi generali, l'affitto, l'ufficio che già paghi restano fuori. Dentro ci vanno solo le voci nuove e i ricavi che il progetto porta davvero in più. Un costo incrementale è una voce che nasce solo se il progetto parte. Un costo sommerso, invece, è una spesa già sostenuta che non recuperi, qualunque decisione tu prenda: non deve pesare sulla scelta. Non contare il tempo del titolare è l'errore più costoso, soprattutto nelle aziende piccole: se per seguire il progetto smetti di fare altro, quel tempo ha un valore.

Come stimi i ricavi del progetto: quantità, prezzo e tre scenari

Non partire dal fatturato, parti dalle quantità: quanti pezzi o contratti, a quale prezzo. Poi costruisci tre scenari: pessimistico, base e ottimistico, cambiando una sola variabile per volta. Se il progetto regge solo nello scenario ottimistico, è un campanello d'allarme. Per costruire una stima credibile delle quantità vendibili, segui come stimare le vendite con il metodo in tre passi.

Come costruisci lo schema: il conto economico a margine di contribuzione

Ordina le voci così: ricavi, meno costi variabili, uguale margine di contribuzione; meno costi fissi incrementali, uguale margine operativo lordo; meno ammortamenti e oneri, uguale risultato del progetto. Il margine di contribuzione è la differenza tra ricavi e costi variabili: quello che resta per coprire i costi fissi e generare utile.

Facciamo un conto su un'azienda tipo: una metalmeccanica da 1,5 milioni di fatturato e 8 addetti, che valuta una nuova linea di accessori. L'investimento in attrezzature è 40.000 euro. Per l'ammortamento uso il coefficiente del 15% previsto dal DM 31/12/1988 per attrezzature e impianti. Nel primo anno l'azienda stima 400 pezzi a 300 euro l'uno, con costi variabili di 180 euro a pezzo e costi fissi incrementali di 20.000 euro.

Voce Calcolo Anno 1 (euro)
Ricavi (400 pezzi × 300 euro) 400 × 300 120.000
Costi variabili (400 × 180 euro) 400 × 180 72.000
Margine di contribuzione (40%) 120.000 meno 72.000 48.000
Costi fissi incrementali personale part-time + promozione 20.000
Margine operativo lordo (MOL) 48.000 meno 20.000 28.000
Ammortamento attrezzature e impianti (40.000 al 15%) 40.000 × 15% 6.000
Risultato del progetto 28.000 meno 6.000 22.000

Il progetto chiude con un risultato di 22.000 euro. Non sono cassa: sono utile di competenza. Un progetto con utile positivo può assorbire cassa per mesi se i clienti pagano a 60 giorni e il magazzino va finanziato. Il controllo di cassa si fa con un altro strumento: come fare il cash flow previsionale.

Il passo successivo

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Come decidi se fare o non fare: punto di pareggio e soglia minima

Dividi i costi fissi incrementali per il margine di contribuzione unitario: ottieni quanti pezzi devi vendere per non perdere. Nell'esempio, 20.000 diviso 120 fa circa 167 pezzi, pari a 50.000 euro di fatturato. Il punto di pareggio (break even point) è il volume di vendite al quale ricavi e costi totali si pareggiano. Leggi quel numero insieme al tempo che serve per raggiungerlo: se per vendere 167 pezzi ti servono due anni, la fattibilità cambia.

Prima di confrontare le opzioni, definisci una soglia minima: il margine di contribuzione deve coprire costi fissi, ammortamento dell'investimento e una remunerazione minima per il tempo che tu e i tuoi dedicate al progetto. Se non la supera, il progetto non è un'opportunità: è una distrazione. Le microimprese da 0-9 addetti sono il 95,1% delle imprese attive secondo l'Annuario statistico Istat 2024: se sei in questa fascia, il costo del tempo del titolare è la voce che più spesso manca.

Gli errori che fanno sembrare buono un progetto cattivo

Non giudicare il progetto sul solo primo anno né sul solo anno a regime: il primo assorbe l'avviamento, il terzo mostra il progetto a regime. Verifica il conto contro questa lista prima di presentarlo a chiunque:

  • Inserire nel conto costi generali che l'azienda pagherebbe comunque, anche senza il progetto.
  • Dimenticare il costo del tempo del titolare o del personale già presente riassegnato al progetto.
  • Usare la retribuzione netta invece del costo del lavoro reale. Secondo l'Annuario statistico Istat 2024, il costo del lavoro per dipendente nel complesso delle imprese è 37,1 mila euro l'anno.
  • Usare un coefficiente di ammortamento a memoria. Per attrezzature e impianti il DM 31/12/1988 indica il 15%, non il 20% delle macchine d'ufficio elettroniche.
  • Non distinguere utile e cassa. Un progetto può essere positivo ma assorbire cassa per il circolante.
  • Partire dallo scenario migliore e usare solo quello per decidere.

Il passo più piccolo che puoi fare domani mattina: prendi un progetto che stai valutando, elenca le voci chiedendoti se esisterebbero comunque senza progetto, e costruisci il blocco ricavi meno costi variabili. Se il margine non copre i costi fissi incrementali e una soglia minima, hai già la risposta prima di spendere un euro.

Da leggere anche

  • Controllo di gestione in una PMI: cosa serve davvero e da dove si parte
  • Un conto economico riclassificato riga per riga: cosa dice ognuna
  • Come fare un cash flow previsionale: il metodo del foglio a colonne settimanali
  • Previsione di cassa a 12 mesi: come costruirla senza perdere la testa

Domande frequenti

Che differenza c’è tra conto economico previsionale e cash flow previsionale?

Il conto economico misura se il progetto crea utile: registra ricavi e costi nel periodo di competenza, anche se incassi e pagamenti arrivano dopo. Il cash flow misura quando i soldi entrano ed escono davvero. Un progetto può avere conto economico positivo e cassa in rosso per mesi, perché i clienti pagano a 60 giorni. Servono entrambi, in sequenza: prima il conto economico per dire se conviene, poi il cash flow per dire se lo reggi.

Devo calcolare anche il break even point?

Sì, ed è il calcolo più rapido per capire se il progetto è realistico. Dividi i costi fissi incrementali per il margine di contribuzione unitario: ottieni i pezzi o i contratti da vendere per non perdere. Nell’esempio sopra, 20.000 diviso 120 fa circa 167 pezzi, cioè 50.000 euro di fatturato. Se per venderli ti servono due anni, la fattibilità cambia.

Quanti anni deve coprire il conto economico previsionale di un progetto?

Almeno tre anni, per due motivi. Il primo anno assorbe l’avviamento: promozione, formazione, resi, costi di lancio. Il progetto si giudica sugli anni due e tre, quando il margine si stabilizza. Se guardi solo il primo anno, scarti quasi ogni progetto buono; se guardi solo l’anno tre a regime, ne approvi troppi.

Come stimo i costi se il progetto è nuovo e non ho dati storici?

Parti dai costi unitari, non dai totali: quanto ti costa produrre un pezzo, fare una consegna, aprire un contratto. Chiedi un preventivo reale ai fornitori e usa il costo del lavoro reale, non la retribuzione netta: in media un dipendente costa circa 37 mila euro all’anno alle imprese italiane, secondo Istat. Se non trovi un costo, scomponilo in quantità per prezzo.

Se il conto economico è positivo ma la cassa va sotto, cosa faccio?

Hai un problema di circolante, non di convenienza. Prima di rinunciare al progetto, stima il fabbisogno di cassa: incassi a quanti giorni, pagamenti a quanti, scorte da finanziare. Se il fabbisogno è temporaneo e il margine lo ripaga, puoi decidere di procedere con una fonte di finanziamento. Se è strutturale, il progetto non regge. Il conto economico da solo non te lo dice: serve il cash flow previsionale.

Fonti

  1. Istat, Annuario statistico italiano 2024, capitolo Imprese
  2. Agenzia delle Entrate, DM 31/12/1988, coefficienti di ammortamento
  3. Confcommercio, Le Bussole: Dall’idea all’impresa, Executive Summary e Conto Economico

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