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Home » Numeri e Controllo di Gestione » I 5 indicatori che dicono se la tua azienda è finanziariamente sana

Numeri e Controllo di Gestione

I 5 indicatori che dicono se la tua azienda è finanziariamente sana

05/10/2026

In due righe

  • I 5 indicatori sono mesi di cassa, margine lordo percentuale, giorni di incasso, ciclo del circolante e DSCR.
  • Si calcolano con estratto conto, fatture e contabilità mensile: niente bilancio riclassificato né ROE.
  • Ognuno ha una soglia semaforo verde, giallo o rosso.
  • Si controllano in un'ora al mese; il DSCR una volta al trimestre.

Per capire se la tua azienda è finanziariamente sana bastano cinque indicatori, non venti: i mesi di cassa disponibile, il margine lordo percentuale, i giorni medi di incasso, il ciclo del circolante e il DSCR, che misura se puoi ripagare i debiti. Si calcolano con dati che hai già: estratto conto, fatture emesse e contabilità mensile. Non ti servono il bilancio riclassificato né indici come il ROE. Ognuno ha una soglia: superata, scatta il segnale.

In questa pagina

  1. Salute finanziaria e redditività non sono la stessa cosa (e c'entra la legge)
  2. Indicatore 1: quanti mesi di cassa hai davanti?
  3. Indicatore 2: il margine lordo, la percentuale che conta davvero
  4. Indicatore 3: quanti giorni ti fanno aspettare i soldi?
  5. Indicatore 4: quanta cassa è bloccata nel ciclo del circolante?
  6. Indicatore 5: il DSCR, riesci a pagare i debiti?
  7. La tabella riassuntiva dei 5 indicatori
  8. Cosa NON fare con questi cinque indicatori
  9. Ogni quanto controllarli: la routine di un'ora al mese
  10. Domande frequenti

Salute finanziaria e redditività non sono la stessa cosa (e c'entra la legge)

La redditività dice se guadagni. La salute finanziaria dice se hai i soldi per pagare. Un'azienda può chiudere il bilancio in utile e restare senza cassa perché i clienti non pagano o perché le rate del debito assorbono tutto. La legge lo ha reso esplicito: l'articolo 2086 del codice civile e il D.Lgs. 14/2019 impongono di adottare un assetto organizzativo che rilevi per tempo la crisi. L'assetto organizzativo è l'insieme di procedure e controlli che permette di vedere i segnali prima che diventino emergenza. I cinque indicatori che trovi qui sono il nucleo operativo di quell'obbligo, non un optional da lasciare al commercialista. Se non hai ancora un controllo di gestione, il punto di partenza è da dove parte un controllo di gestione in una PMI. E per i segnali che la legge chiede di monitorare, il passaggio successivo è gli indicatori della crisi d'impresa previsti per legge.

Indicatore 1: quanti mesi di cassa hai davanti?

La liquidità immediata è il denaro disponibile subito: il saldo di conto corrente più le linee di credito accordate e non utilizzate. La formula è semplice: liquidità immediata diviso uscite operative medie mensili. Il risultato dice quanti mesi di autonomia hai se gli incassi si fermano domani. Facciamo un conto su un'azienda tipo: 90.000 euro di liquidità immediata e 30.000 euro di uscite medie al mese fanno tre mesi di cassa. Il semaforo è questo: tre mesi o più è verde, tra uno e tre mesi è giallo, sotto un mese è rosso. Le uscite medie le calcoli sulle ultime tre mensilità, non sul mese migliore o su quello peggiore.

Indicatore 2: il margine lordo, la percentuale che conta davvero

Il margine lordo è la differenza tra ricavi e costi diretti, espressa in percentuale sui ricavi: dice quanto resta di ogni euro venduto prima dei costi fissi. Il fatturato da solo non dice nulla: conta quanto ti resta dopo i costi diretti. La formula è ricavi meno costi diretti, diviso ricavi. Facciamo il conto: un'azienda con 900.000 euro di fatturato e 540.000 euro di costi diretti ha un margine lordo del 40%. La soglia non è un numero assoluto, perché dipende dal settore, ma il trend: tre mesi consecutivi in calo sono il segnale, anche se il margine resta sopra il 30%. Se il margine scende, prima di compensare con più fatturato va capito dove si perde: capire se l'azienda guadagna davvero spiega come leggere il risultato senza aspettare il bilancio.

Indicatore 3: quanti giorni ti fanno aspettare i soldi?

Il DSO è il numero medio di giorni che passa tra l'emissione della fattura e l'incasso. Si calcola dividendo i crediti commerciali per il fatturato medio giornaliero. Facciamo il conto: 150.000 euro di crediti e un fatturato medio giornaliero di 2.466 euro (900.000 diviso 365) danno un DSO di 61 giorni. Il benchmark esiste ed è verificato: secondo l'Osservatorio Pagamenti Cerved 2025, riportato da Sbircia la Notizia, le piccole imprese italiane hanno incassato in media in 56,85 giorni, le micro in 50,20, mentre il termine legale tra imprese è 60 giorni. La soglia vera però è il confronto con i termini che hai pattuito in fattura: se superi di 15 giorni quei termini, stai finanziando i clienti. Se il problema sono i ritardi, quando il cliente non paga la fattura spiega cosa fare il giorno dopo la scadenza e dopo tre mesi.

Indicatore 4: quanta cassa è bloccata nel ciclo del circolante?

Il ciclo del circolante è il numero di giorni in cui la cassa resta bloccata tra pagamento dei fornitori, giacenza di magazzino e incasso dai clienti. Si calcola così: DSO più giorni di magazzino meno giorni di pagamento ai fornitori. Facciamo il conto sulla stessa azienda tipo: 61 giorni di incasso più 45 di magazzino meno 60 di pagamento ai fornitori fanno 46 giorni di cassa bloccata. Il semaforo: sotto 60 giorni o negativo è verde, perché in negativo ti finanziano i fornitori; sopra 90 è rosso. Se il numero ti sorprende, la lettura da fare è il capitale circolante netto, che spiega dove sono bloccati i soldi.

Indicatore 5: il DSCR, riesci a pagare i debiti?

Il DSCR è il rapporto tra il flusso di cassa operativo e il servizio del debito (rate e interessi) dei prossimi 6-12 mesi: misura se l'azienda può ripagare i debiti. Le soglie, riprese anche dalle linee guida EBA, sono indicate qui: sopra 1,2 è sostenibile, tra 1 e 1,2 è area di attenzione, sotto 1 è presunzione di crisi; le banche cercano 1,2-1,3. Va calcolato in ottica previsionale, non storica: si costruisce un budget di tesoreria a 6-12 mesi e si mette la cassa operativa prevista al numeratore. Facciamo il conto: 160.000 euro di flusso di cassa operativo e 120.000 euro di rate e interessi danno un DSCR di 1,33, cioè un'azienda che copre il debito. Un DSCR storico non serve: il debito futuro si paga con la cassa futura.

Il passo successivo

I numeri servono a decidere, non a consuntivare. A Da Caos a Impresa, tre giorni a Bologna, si lavora sui tuoi.

Guarda Da Caos a Impresa

La tabella riassuntiva dei 5 indicatori

Indicatore Come si calcola Dove trovi i dati Verde Rosso
Mesi di cassa Liquidità immediata diviso uscite medie mensili Estratto conto più media uscite di 3 mesi 3 mesi o più Sotto 1 mese
Margine lordo % Ricavi meno costi diretti, diviso ricavi Contabilità mensile Stabile o in crescita In calo da 3 mesi
Giorni di incasso (DSO) Crediti commerciali diviso fatturato medio giornaliero Partitario clienti più fatturato In linea coi termini pattuiti Oltre 15 giorni sui termini o sopra 90 giorni
Ciclo del circolante DSO più giorni magazzino meno giorni pagamento fornitori Partitari clienti e fornitori più magazzino Sotto 60 giorni o negativo Sopra 90 giorni
DSCR Flusso di cassa operativo diviso rate e interessi Budget di tesoreria a 6-12 mesi Sopra 1,2 Sotto 1

Cosa NON fare con questi cinque indicatori

  1. Non partire dall'utile di bilancio. L'utile può esserci e la cassa no: parti dalla cassa, che non mente mai.
  2. Non aspettare il bilancio di fine anno. Quando lo leggi, i problemi di liquidità hanno già sei mesi.
  3. Non guardarli tutti insieme senza un ordine. La cassa viene prima, il margine viene dopo, il DSCR per ultimo.
  4. Non delegarli al commercialista. Il controllo di gestione non è il suo mestiere, e su questo c'è un articolo dedicato: il commercialista non fa il controllo di gestione.
  5. Non confondere fatturato con salute. Si fattura molto e si fallisce per cassa: è il punto che torna in ogni indicatore.

Ogni quanto controllarli: la routine di un'ora al mese

Cassa e giorni di incasso si guardano ogni settimana o al massimo ogni mese. Margine lordo e ciclo del circolante una volta al mese. Il DSCR una volta al trimestre, aggiornando il budget di tesoreria a sei mesi. L'ordine conta: si parte sempre dalla cassa, che è l'indicatore che non mente mai. In tutto serve circa un'ora al mese.

Il passo più piccolo è questo: domani mattina apri l'estratto conto, segna la liquidità immediata e dividila per le uscite medie degli ultimi tre mesi. In dieci minuti hai il primo semaforo, e sai se puoi permetterti di aspettare il bilancio.

Da leggere anche

  • Controllo di gestione in una PMI: cosa serve davvero e da dove si parte
  • Indicatori della crisi d’impresa: quali sono e quali devi monitorare per legge
  • Fabbisogno finanziario netto: il numero che spiega perché mancano i soldi
  • Come si legge il rendiconto finanziario: i tre blocchi che spiegano la liquidità

Domande frequenti

Quali indicatori guardare per capire se un’azienda è finanziariamente sana?

Bastano cinque indicatori operativi: i mesi di cassa disponibile, il margine lordo percentuale, i giorni medi di incasso, il ciclo del circolante e il DSCR. Si calcolano con estratto conto, fatture e contabilità mensile, senza bisogno del bilancio riclassificato né di indici come il ROE. Ognuno ha una soglia precisa e insieme coprono liquidità, redditività operativa e sostenibilità del debito.

La salute finanziaria è la stessa cosa della redditività?

No. La redditività dice se guadagni, la salute finanziaria dice se hai i soldi per pagare. Un’azienda può chiudere un bilancio in utile e restare senza cassa perché i clienti non pagano o perché il debito è troppo alto. È la ragione per cui l’articolo 2086 del codice civile impone di monitorare la continuità aziendale, non solo il profitto.

Come si calcolano i giorni medi di incasso?

Si dividono i crediti commerciali per il fatturato medio giornaliero: fatturato annuo diviso 365, poi crediti diviso quel numero. Un’azienda con 150.000 euro di crediti e 2.466 euro di fatturato medio giornaliero incassa in circa 61 giorni. Il confronto va fatto con i termini pattuiti in fattura, non con una media nazionale.

Cos’è il DSCR e qual è un valore sano?

Il DSCR è il rapporto tra il flusso di cassa operativo e il servizio del debito (rate più interessi) dei prossimi 6-12 mesi. Misura se l’azienda può ripagare i debiti. Sopra 1,2 è sostenibile, tra 1 e 1,2 è area di attenzione, sotto 1 è presunzione di crisi. Va calcolato in ottica previsionale con un budget di tesoreria, non su dati storici.

Ogni quanto vanno controllati questi indicatori?

Cassa e giorni di incasso si guardano ogni settimana o al massimo ogni mese. Margine lordo e ciclo del circolante una volta al mese. Il DSCR una volta al trimestre, aggiornando il budget di tesoreria a sei mesi. In tutto serve circa un’ora al mese: l’ordine di lettura parte sempre dalla cassa, che non mente mai.

Quali indicatori chiede la legge per la prevenzione della crisi?

Il D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa) e l’articolo 2086 del codice civile impongono di dotarsi di un assetto organizzativo adeguato a rilevare per tempo la crisi. Gli indicatori di allerta sono stati elaborati dal CNDCEC: patrimonio netto e DSCR sono i due indici significativi, affiancati da indici settoriali di sostenibilità degli oneri finanziari. I cinque indicatori di questo articolo ne sono la versione operativa per il titolare.

Fonti

  1. Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) – Normattiva
  2. Osservatorio Pagamenti Cerved 2025 (dato riportato da Sbircia la Notizia)
  3. DSCR: cos’è, come si calcola e formula dell’indice di crisi d’impresa – Business Plan.it

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