In due righe
- Lo straordinario di sostituzione non costa l'ora piena: conta solo il delta della maggiorazione più contributi e INAIL.
- La formula è: ore × paga base × maggiorazione × (1 + contributi + INAIL).
- Se lo straordinario aggiunge capacità, l'ora va contata piena e confrontata con il ricavo marginale della commessa.
- La detassazione non riduce il costo per l'azienda: tocca l'IRPEF del lavoratore.
Gli straordinari non costano la maggiorazione piena che leggi nel CCNL, ma incidono sul margine della commessa in modo calcolabile. La maggiorazione, 25% le prime due ore e 30% le successive nel metalmeccanico, si applica alla paga oraria base, senza tredicesima, quattordicesima né TFR, ma su di essa paghi comunque contributi e INAIL. Il conto differenziale è: ore di straordinario × paga base × maggiorazione × (1 + contributi + INAIL). Se le ore sostituiscono lavoro ordinario l'impatto è piccolo; se aggiungono capacità, conta l'ora piena.
Perché serve un calcolo differenziale, non un nuovo costo del lavoro
Parti dal costo del lavoro per commessa che hai già calcolato, come spieghiamo nella guida al controllo di gestione: da dove parti. Qui non ricalcoli il costo orario pieno: misuri solo il delta che lo straordinario aggiunge.
Se rifai il costo pieno, finisci per sommare due volte ratei e TFR e perdi il senso del conto. Ogni delta si confronta con il margine di contribuzione della commessa, cioè la differenza tra ricavi e costi variabili diretti. Quello è il numero che lo straordinario erode.
Le maggiorazioni vere: cosa prevede il tuo CCNL
Il lavoro straordinario è il lavoro prestato oltre l'orario normale di 40 ore settimanali, regolato dal d.lgs. 66/2003. La maggiorazione è la percentuale aggiuntiva sulla paga oraria base che il CCNL prevede per le ore di straordinario, notturno o festivo.
I valori dipendono dal contratto applicato. Per il CCNL Metalmeccanici Industria, lavoro non a turni, le percentuali sono queste:
| Tipologia |
Maggiorazione |
| Straordinario diurno, prime 2 ore |
+25% |
| Straordinario diurno, ore successive |
+30% |
| Lavoro notturno fino alle 22 |
+20% |
| Lavoro notturno oltre le 22 |
+30% |
| Festivo |
+50% |
| Straordinario festivo |
+55% |
| Straordinario notturno |
+50% |
| Straordinario notturno festivo |
+75% |
| Quote esenti oltre 40/48 ore annue |
+8% aggiuntivo |
Fonte: CCNL Metalmeccanici Industria, art. 7. Per il commercio e gli altri contratti le percentuali cambiano: parti sempre dal contratto applicato, non da una media.
La base su cui si applica la maggiorazione: perché non è il costo pieno
La maggiorazione non si applica al costo aziendale pieno. Si applica alla paga oraria base: lordo mensile diviso il divisore orario del CCNL, 173 ore per il metalmeccanico. Dentro la base non entrano tredicesima, quattordicesima e TFR.
Attenzione al punto che genera più errori. I ratei, cioè gli accantonamenti mensili di tredicesima e quattordicesima, non maturano sulle ore di straordinario. Il TFR invece sì, quando lo straordinario non è occasionale, come prevede l'articolo 2120 del codice civile. La maggiorazione compensa quasi del tutto i ratei che non maturano; il TFR continua a maturare anche su queste ore.
Il conto in tre passaggi: quanto erode davvero il margine
Il calcolo differenziale si fa in tre passaggi.
- Calcola il delta sulle ore di straordinario: delta = ore × paga base × maggiorazione × (1 + contributi + INAIL). La maggiorazione va espressa in decimali: 25% diventa 0,25.
- Dividi il delta per il margine di contribuzione della commessa. Se non lo hai già, parti da come si calcola il margine di contribuzione.
- Decidi se le ore erano sostitutive o aggiuntive. Nel primo caso il conto finisce qui. Nel secondo, al posto del delta usa l'ora piena e confrontala con il ricavo marginale.
Esempio lavorato: 100 ore di commessa, 20 in straordinario
Facciamo un conto su un'azienda tipo. Operaio metalmeccanico, paga base oraria 12 euro, contributi più INAIL 36%. Una commessa da 100 ore è stata prezzata usando il costo ordinario. Ventidue? No, 20 ore finiscono in straordinario diurno al 25%.
Primo scenario, sostituzione. Il delta è: 20 × 12 × 0,25 × 1,36 = 81,60 euro. Su un margine di commessa di 5.000 euro, lo straordinario ne erode l'1,6%.
Secondo scenario, capacità aggiuntiva. Le stesse 20 ore sono lavoro in più che le 100 ore ordinarie non coprirebbero. Il costo pieno è: 20 × 20,40 = 408 euro, da confrontare con il ricavo marginale della commessa, non con il solo delta.
Un dettaglio che spiega il risultato: l'ora ordinaria piena costa circa 20,17 euro, perché include ratei e TFR; l'ora di straordinario costa 20,40 euro. La maggiorazione compensa quasi del tutto i ratei che non maturano, non il TFR, che matura anche su queste ore.
Il passo successivo
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Sostituzione o capacità aggiuntiva: i due conti da non confondere
La differenza è fra recuperare un ritardo e assorbire lavoro in più. Se lo straordinario copre ore già prezzate e stimate, l'impatto è il solo delta della maggiorazione. Se aggiunge ore che il piano ordinario non copre, l'ora va contata piena e confrontata con il ricavo marginale della commessa.
Usare il delta in uno scenario di capacità aggiuntiva fa sembrare lo straordinario quasi gratuito, e non lo è. Lo stesso modello vale per l'ordine urgente: come calcolare il margine prima di dire sì.
Il d.lgs. 66/2003 fissa l'orario normale a 40 ore e il massimo complessivo a 48 ore settimanali compreso lo straordinario. In assenza di contratto collettivo il tetto è 250 ore l'anno. Il CCNL Metalmeccanici, articolo 7, aggiunge limiti più stringenti: 2 ore al giorno e 8 ore alla settimana in via ordinaria, 200 ore l'anno, 250 per le aziende fino a 200 dipendenti. Oltre le quote esenti scatta una maggiorazione aggiuntiva dell'8% e scattano obblighi di informazione o accordo sindacale.
Cosa non fare:
- Non usare la detassazione nel calcolo: tocca l'IRPEF del lavoratore, non il costo lordo dell'azienda.
- Non ricalcolare il costo del lavoro pieno in questo conto: qui serve solo il delta. Il costo pieno lo hai già nel calcolo del costo del lavoro per commessa.
- Non trattare la base della maggiorazione come se includesse tredicesima, quattordicesima e TFR: non li include.
- Non superare i limiti senza accordo: oltre scatta il +8% e l'azienda si espone a sanzioni.
Un'alternativa al pagamento è la banca ore, che consente di accantonare le ore di straordinario come riposi compensativi invece di pagarle.
Per iniziare, domani mattina prendi una commessa con ore di straordinario e applica il conto in tre passaggi: calcola il delta, dividilo per il margine di contribuzione, poi verifica se le ore erano sostitutive o aggiuntive. Se il secondo scenario supera il ricavo marginale, ferma la firma e rivedi il prezzo minimo che copre anche gli straordinari.
Domande frequenti
Lo straordinario costa davvero di più di un’ora normale?
Di poco, se le ore sostituiscono lavoro ordinario. La maggiorazione si applica alla paga base senza tredicesima e quattordicesima, quindi il +25% incide molto meno sul costo pieno di quanto sembri. Il TFR invece matura anche sulle ore non occasionali. Se lo straordinario aggiunge capacità, l’ora va contata piena, circa 20 euro per un operaio metalmeccanico.
Come calcolo il costo di un’ora di straordinario per l’azienda?
Prendi la paga base oraria, lordo mensile diviso il divisore CCNL, applica la maggiorazione e aggiungi contributi e INAIL. Un operaio con paga base 12 euro e maggiorazione 25% costa 12 × 1,25 × 1,36 = 20,40 euro all’ora.
Quanto incide lo straordinario sul margine della commessa?
Delta = ore di straordinario per paga base per maggiorazione per (1 + contributi + INAIL). Dividi il delta per il margine della commessa: se il delta è 82 euro su un margine di 5.000, erode l’1,6%. Se le ore sono aggiuntive, conta l’ora piena.
Quali sono i limiti di legge per gli straordinari?
Il d.lgs. 66/2003 fissa il massimo di 48 ore settimanali compreso lo straordinario e, in assenza di contratto collettivo, 250 ore l’anno. Il CCNL Metalmeccanici, art. 7, aggiunge 2 ore al giorno e 8 ore alla settimana in via ordinaria, 200 ore l’anno, 250 per le aziende fino a 200 dipendenti.
La detassazione degli straordinari riduce il costo per l’azienda?
No. Dove prevista tocca l’IRPEF del lavoratore, non il costo lordo che sostiene l’azienda. L’azienda paga paga base, maggiorazione, contributi e INAIL indipendentemente dalla tassazione del dipendente.
Quando conviene lo straordinario invece di assumere?
Se il picco è temporaneo e prevedibile, lo straordinario evita il costo fisso di un’assunzione. Se il lavoro extra è strutturale, ripetere straordinari oltre le quote esenti costa di più e accende obblighi: a quel punto va confrontato con il costo di un nuovo contratto.